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Risarcimenti in Sanità, Pomara: «Con le nuove regole un freno alle speculazioni»

Il direttore di Medicina legale del Policlinico di Catania commenta il regomento sulla tutela assicurativa per medici, pazienti e aziende sanitarie.

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«Fermo restando il sacrosanto diritto al ristoro per chi patisce un danno in un luogo di cura, da oggi a valutare le istanze saranno i team di specialisti in medicina legale e i legali delle aziende sanitarie ed ospedaliere interessate, secondo l’articolo 16 del decreto. Dunque, si stringono le maglie per gli speculatori del risarcimento facile in sanità».

Lo dice il professore Cristoforo Pomara, direttore della cattedra di Medicina legale del Policlinico universitario di Catania, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del regolamento che disciplina la tutela assicurativa per medici, pazienti e aziende sanitarie sul territorio nazionale.

«Le strutture sanitarie- spiega Pomara- dovranno istituire la cosiddetta funzione di valutazione dei sinistri in grado di esprimere sul piano medico-legale, nonché clinico e giuridico, la pertinenza e la fondatezza delle richieste indirizzate alla struttura. Lo considero un traguardo di civiltà giuridica e organizzativa che pone al centro del processo di valutazione di ogni istanza il medico legale. Un medico, cioè, che con gli occhi del sanitario e le competenze giuridiche adeguate potrà valutare la fondatezza o meno delle istanze e devo dire che la maggior parte di quelle che prevengono alla nostra attenzione sono molto pretestuose e al limite della cosiddetta lite temeraria».

Il provvedimento potrebbe essere un correttivo che frena i tentativi di speculazioni. «Era necessario mettere ordine e freni a un fenomeno dilagante e nello stesso tempo dare ai pazienti la certezza e la garanzia di un veloce e adeguato ristoro nei casi meritevoli- sottolinea Pomara- Mi auguro che questo cambio di passo possa avere un serio effetto deflattivo sul contenzioso inutile che genera una notevole ansia nel personale sanitario, con ovvie ripercussioni sulla qualità delle prestazioni viziate dalla medicina difensiva».

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