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Riforma dei medici di base, c’è chi dice no: «Soprattutto durante la notte l’assistenza peggiorerà»

26 Aprile 2016

L'atto di indirizzo siglato a Roma trova tra sindacati e Ordini dei medici sostenitori ma anche oppositori. Sotto accusa soprattutto la previsione di chiudere le guardie mediche a mezzanotte: «Ora grazie al lavoro dei dottori di Continuità Assistenziale soprattutto di notte viene sfoltita di molto l’affluenza nei Pronto Soccorso, che invece con le nuove regole saranno ancora più intasati».

 

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CATANIA. «Questa bozza è un’idiozia. Alle persone si fa credere che troveranno il loro medico di famiglia sempre a disposizione, quando invece non sarà così. Se i contorni della vicenda rimangono quelli attuali, non migliorerà proprio nulla».

Ha una posizione molto critica Nino Rizzo, medico di base e consigliere dell’Ordine dei Medici di Catania, contro l’atto di  indirizzo nazionale per la medicina convenzionata che sta facendo molto discutere e sollevando un gran polverone.

L’indice è puntato contro l’Aft, aggregazioni funzionali territoriali, e non c’è via di uscita. La proposta di offrire continuità assistenziale h16, al momento, è un groviglio di incertezze. Durante la giornata, dunque, il lavoro dovrebbe essere tripartito nella seguente maniera: dalle 8 alle 20 nei giorni feriali ci sarebbe il turno della medicina generale, dalle 20 alle 24 i medici di guardia medica che copriranno anche i festivi e la notte il testimone verrebbe consegnato ai sanitari del 118.

Ed è qui che casca l’asino, secondo il dottore Rizzo: «Questo provocherà un maggiore affollamento dei pronto soccorsi, in quanto proprio la notte le ambulanze, che già adesso non sono medicalizzate, vedranno solo la presenza del barelliere e le decisioni spetteranno proprio a lui. Chi ne verifica la correttezza? La perdita della guardia medica notturna sarà un grave danno per tutti, perché è grazie al lavoro dei dottori di Continuità Assistenziale che viene sfoltita di molto l’affluenza nei Pronto Soccorso… questo forse non è stato adeguatamente recepito dagli addetti ai lavori».

Ambulatori multitasking, medici disponibili 16 ore al giorno sette giorni su sette, liste di attesa sfoltite e prenotazioni, esami e ticket pagati direttamente dall’ambulatorio medico. Quella che viene presentata come la panacea a tutti i mali non convince affatto tutti.

«Scompariranno le sedi di guardia medica e tutti confluiranno nei nostri ambulatori. Ma chi pagherà le spese di acqua, luce e personale?», si chiede Rizzo, aggiungendo: «Questo aspetto non è adeguatamente precisato. E poi, le sedi sono idonee? Non ci risulta che qualcuno abbia fatto dei controlli».

Quesiti su quesiti rimbalzano fra i camici bianchi siciliani. «Una marea di equivoci e incertezze, è una normativa improvvisata e noi al momento siamo molto guardinghi. Piuttosto che fare progetti faraonici sarebbe opportuno potenziare i servizi di Pronto Soccorso. Qui invece di un medico perché non ne prevedono tre in turno?».

«Si sta facendo solo confusione», chiosa così Santo Angileri, responsabile regionale Comunità Assistenziale per il sindacato Medici Italiani- Il cittadino perderà l’assistenza notturna, soprattutto nei piccoli centri. Adesso la si garantisce h24, con questa bozza sarà h16. C’è una bella differenza».

E incalza: «Con questa manovra si vorrebbero evitare gli accessi impropri nei Pronto Soccorso, ma in realtà la notte ci sarà un maggiore affollamento in quanto il soccorritore del 118 non ha capacità diagnostica e si dovrà ricorrere sempre al medico con un’impennata dei costi di ricovero ospedaliero: ogni accesso grava sul sistema sanitario dai 300 ai 400 euro”.

Infine Angileri sottolinea: «L’intasamento dei Pronto Soccorso è dovuto a ben altro, e cioè al dimezzamento dei posti letto negli ultimi 20 anni in Italia. Questo causa un’oggettiva difficoltà di smistamento e dunque un ristagno. Forse sarebbe più utile aumentare le ore di specialistica ambulatoriale e sfoltire le liste di attesa».

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