«Riabilitazione, sì è vero, ma…»: la lettera del Dg del Bonino Pulejo ad Insanitas

12 Marzo 2016

In questo momento oltre 80 persone «gravi» ricoverate nelle rianimazioni di ospedali siciliani e anche di altre regioni attendono di essere accolte dal Centro Neurolesi che però, con 82 posti letto tutti occupati, non può soddisfare la richiesta.

 

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Egregio direttore,

ho avuto modo di leggere l’articolo pubblicato da voi in data odierna, riguardante l’IRCCS neurolesi di Messina. Non posso che ringraziarla per lo spazio a noi dedicato, ma non posso esimermi dal precisare che la situazione della riabilitazione in Sicilia non è sempre rosea e adeguata, nonostante la presenza dell’irccs e di altre realtà, purtroppo sporadiche e puntiformi (Fondazione Giglio a Cefalù, Maugeri a Sciacca e Mistretta) rispetto al reale fabbisogno.

L’IRCCS di Messina è l’unico istituto pubblico in ambito di riabilitazione ed è un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico che svolge da anni il suo ruolo in modo eccellente, ma nonostante tutto è una goccia in un oceano. Infatti la nostra regione continua a perdere prestazioni in ambito riabilitativo a favore di altre realtà italiane.

Ogni anno oltre 20 milioni di euro che dovrebbero essere spesi in Sicilia vengono trasferiti ad altre regioni per prestazioni rese a siciliani oltre lo stretto (pagando a volte tariffe più elevate o addirittura tariffe che da noi in Sicilia non esistono). Ci sono intere province dove non esiste la riabilitazione erogata dal sistema pubblico e ci sono altre province dove l’offerta non è minimamente sufficiente.

Stiamo parlando di una riabilitazione intensiva, di una riabilitazione per patologie gravi, post ictus, gravi traumi, ed altre fattispecie che rendono la vita dei pazienti migliore, anche se purtroppo quasi mai uguale a quella che ha preceduto l’incidente o la malattia.

Il nostro centro offre attualmente possibilità di ricovero a 82 pazienti, la nostra occupazione e del 100% e in questo momento oltre 80 persone “gravi” ricoverate attualmente nelle rianimazioni di ospedali siciliani e anche di altre regioni attendono di essere accolte da noi che purtroppo non possiamo soddisfare la richiesta. Per intenderci meglio, da noi vengono anche i “malati che nessuno vuole”, bruttissimo a dirsi ma è così.

Fino a qualche mese fa inoltre questa regione ha pagato viaggi per ricoveri di cittadini siciliani per prestazioni che l’IRCCS di Messina poteva, può e continuerà a rendere a titolo gratuito, utilizzando ovviamente attrezzature all’avanguardia comprate con fondi pubblici.

Ricordo infine soltanto che una buona offerta riabilitativa non ha costi maggiori, piuttosto consente a medio termine un reale risparmio perché evita – se fatta adeguatamente – ricoveri in acuto e sofferenze ingiustificabili alle persone malate ed alle loro famiglie.

A mio parere bisognerebbe imparare che una buona offerta sanitaria e i conti in ordine non sono desideri contrastanti ma complementari e realizzabili solo se prevale la competenza e se noi, attori del sistema, dagli uffici dell’assessorato a medici, infermieri e soccorritori (e noi direttori compresi) riusciremo a non distogliere lo sguardo dalle persone che hanno bisogno di cure, senza farci fotografare sui giornali, piuttosto lavorando con il sorriso.

Mi auguro quindi che il vostro sito possa essere sempre pronto a raccogliere le buone esperienze ma che possa essere anche di stimolo a fare meglio e se necessario possa far conoscere le storture di un sistema certamente migliorabile.

Angelo Aliquò. Direttore generale IRCCS CENTRO NEUROLESI BONINO PULEJO

 

Egr. direttore,

la ringrazio a nome della redazione che ho l’onore di dirigere per gli spunti offerti dalla cordiale lettera. Ho avuto modo di conoscere l’attività del Bonino Pulejo e di sorprendermi per la qualità del servizio offerto, in un settore, per altro, straordinariamente delicato. Anche questa di fatto è una notizia, di quelle buone che vorremmo dare più spesso.

Di contro, pur essendo nati da pochissimo, abbiamo già avuto modo di imbatterci in quelle “storture” del sistema  che abbiamo affrontato (ed affronteremo) con la schiettezza che ci contraddistingue, ciò grazie al meticoloso lavoro dei collaboratori di cui InSanitas si avvale.

Un’osservazione, in particolare, ci sentiamo di condividere, anche noi conviti come Lei che “una buona offerta sanitaria e i conti in ordine non sono desideri contrastanti ma complementari e realizzabili solo se prevale la competenza”. Anche nel difficile mestiere del giornalismo occorre competenza e, ci permettiamo di aggiungere, anche tanta, tanta passione.

Michele Ferraro

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