Riabilitazione cognitiva e trasfusioni di sangue, premiate due start-up siciliane

4 Agosto 2019

Grazie al riconoscimento ottenuto dal programma europeo EIT Health InnoStars beneficeranno di un contributo di 50 mila euro per il loro perfezionamento.

 

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PALERMO. Sono due le start-up siciliane premiate dal programma europeo EIT Health InnoStars, ospitato dall’Istituto Europea dell’innovazione e della tecnologia per idee che rivoluzionano il modo di concepire la riabilitazione cognitiva e il sistema delle trasfusioni.

Tra le 15 start-up selezionate e provenienti da tutta Italia ma anche dalla Polonia, dal Portogallo e dalla Grecia, le start-up di cui parliamo sono nate proprio in Sicilia e hanno sviluppato dei sistemi che beneficeranno di un contributo di 50 mila euro per il loro perfezionamento.

Le start-up premiate inoltre riceveranno anche il supporto del Consorzio Arca, manager regionale di EIT Health, per la creazione di un network sanitario locale ed internazionale entro cui far circolare i propri prodotti.

Le start-up selezionate nella regione sono: Restorative Technologies che ha dato vita a Mindlenses Professional, un progetto per la riabilitazione cognitiva; e Moodika che ha realizzato SmartDONOR, un sistema creato per migliorare il processo di donazione del sangue.

Mindlenses nasce dall’esperienza di Neuroteam, altra start-up sviluppata all’interno del Consorzio Arca e specializzata in servizi clinici e neuroriabilitativi rivolti a pazienti con disturbi cognitivi. È stata Restorative Technologies, attraverso il supporto di un gruppo di investitori di Torino, a trasformare il prototipo di Mindlenses in vero e proprio dispositivo medicale certificato dal Ministero della Salute e inserito nella classe 1, di tipo non invasivo.

«Mindlenses serve per la riabilitazione di pazienti con disturbi dell’attenzione, del linguaggio e della memoria causati da problemi neurologici come dislessia ed autismo o da lesioni cerebrali come l’ictus o il trauma cranico», spiega Massimiliano Oliveri, CEO di Restorative Technologies e docente di Neuroscienze Cognitive all’Università di Palermo.

Il sistema di Mindlenses, già sul mercato, si basa appunto su un paio di lenti prismatiche che deviano il campo visivo verso destra o verso sinistra e collegate a un tablet con un’applicazione composta da una parte diagnostica e una pratica.

«In una prima fase si eseguono quindi dei test per valutare- spiega Oliveri- i deficit cognitivi e in una seconda fase ci si concentra su esercizi e giochi cognitivi per potenziare le funzioni della memoria, dell’attenzione e del linguaggio e che si eseguono indossando proprio gli occhiali».

Il dispositivo è stato sviluppato da un team composto anche da tre psicologi e da un programmatore software. Il premio offerto da EIT Health Innostars verrà impiegato per «l’aspetto regolatorio per la certificazione come dispositivo medico e per l’organizzazione di un trial clinico».

A tutt’altro servizio si rivolge SmartDONOR, sistema sviluppato da Moodika per migliorare e innovare il processo di donazione del sangue. SmartDONOR è infatti un sistema basato sulla donazione “intelligente” che connette una piattaforma web, offerta gratuitamente alle associazioni di donatori di sangue, a un’applicazione scaricata su tablet o smartphone dagli stessi donatori.

«Tutto nasce da un confronto con il presidente della Fidas di Caltanissetta e dall’analisi delle criticità alla base del sistema trasfusionale nazionale- racconta Fulvio Miraglia, business developer di Moodika- La principale problematica sociale evidenziata è stata la carenza di sangue in determinati periodi dell’anno connessa però alla crescente richiesta di sangue e la necessità di accelerare il ricambio generazionale nella comunità dei donatori. Da qui l’idea di creare uno strumento che potesse generare un maggior coinvolgimento tra gli stessi donatori».

Tra le principali cause della discrepanza tra donazione ed effettivo apporto di sangue al sistema trasfusionale nazionale, si colloca proprio l’organizzazione della donazione.

«Nonostante infatti donare spontaneamente sia un gesto bellissimo- continua Miraglia- spesso non si accorda con la pianificazione della raccolta di sangue del proprio territorio e allo stesso tempo poco si raccorda con la necessità di sangue in un determinato momento e in quel territorio».

SmartDONOR interviene proprio in questa fase permettendo alle associazioni e ai donatori di comunicare tra di loro attraverso un sistema ben organizzato. «Abbiamo infatti immaginato di offrire al donatore la possibilità di compiere una scelta consapevole in accordo con le esigenze del territorio sapendo se in un determinato momento c’è un particolare bisogno di sangue, anche di uno specifico gruppo sanguigno, e in funzione di questo decidere di riprogrammare la propria donazione».

La piattaforma viene attivata e gestita dunque dall’associazione di donatori che, a loro volta, collegano l’app installata sul proprio dispositivo all’associazione di riferimento. Stabilita dunque la connessione, il donatore potrà ricevere informazioni e notifiche sullo stato delle donazioni nella propria associazione e, in caso di bisogno, quindi intervenire qualora si manifestasse una particolare esigenza di sangue. «Si tratta di alert di sangue ufficiali e accertate legati ad emergenze di sangue», precisa Miraglia.

«Inoltre il donatore può comunicare all’associazione di riferimento anche quando ha programmato la donazione. Tutto ciò serve a rendere più efficiente la donazione spontanea e volontaria ma, stavolta, programmata”, sottolinea.

SmartDONOR è in continuo aggiornamento tanto che recentemente è stata aggiunta un’ulteriore funzionalità legata al «trasferimento delle informazioni legate alle analisi del sangue fornite a seguito della donazione. Con questo sistema infatti è possibile inviarle attraverso l’app, garantendo il rispetto della normativa GDPR ed evitando di recarsi presso l’associazione sollevandola, tra l’altro, dal trattamento di dati sensibili».

Ma grazie al contributo di EIT Health Innostars per SmartDONOR si attendono ulteriori test e l’implementazione di nuove tecnologie per arricchire la nostra soluzione con l’intelligenza artificiale con l’obiettivo di fornire ulteriori servizi al donatore.

Nel team di progettazione di SmartDONOR compaiono anche l’ingegnere Marco Cannemi, insieme a Fulvio Miraglia CEO di Moodika, ed esperti di software e hardware.

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