Rete ospedaliera siciliana, l’atto d’accusa di Anaao Assomed: «Si va verso la scomparsa di strutture e reparti»

4 Luglio 2016

Il sindacato punta l'indice contro il recente decreto dell'assessore Baldo Gucciardi: «Persistono e si aggravano le criticità. In interi territori non vi è una UTIC né è prevista alcuna emodinamica ed i Pronti Soccorso non sono autonomi ma affidati alla gestione delle Unità di Medicina Generale. Inoltre scarsa attenzione viene data alle malattie respiratorie e renali». Poi l'appello: «Invece di ricorrere a incarichi temporanei, urge lo sblocco immediato dei concorsi».

 

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PALERMO. «Nelle rete ospedaliera siciliana si va verso la scomparsa di strutture e svariati reparti, e in alcune provincie i Pronti Soccorsi non sono autonomi ma affidati alla gestione delle Unità di Medicina Generale».

È l’atto d’accusa lanciato dall’Anaao Assomed contro il recente decreto firmato dall’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi, e notificato nei giorni scorsi a tutti i manager delle aziende sanitarie ed ospedaliere.

In un duro comunicato stampa, il sindacato sollecita «lo sblocco immediato delle procedure di reclutamento del personale» (vale a dire dei concorsi sulla Sanità più volte annunciati dal governo Crocetta ma finora mai partiti) e sottolinea: «Persistono e si aggravano le perplessità in merito al mantenimento delle reti assistenziali tempo dipendenti. In interi territori, da Patti (ME) a Cefalù (PA) ad esempio, non vi è una UTIC né è prevista alcuna emodinamica (e va a farsi benedire il concetto di “golden hour”) e per chi conosce bene le impervie aree dei Nebrodi e delle Madonie, deve augurarsi che circa 600.000 abitanti della Sicilia (parte delle aree metropolitane di Enna, Messina e Palermo) non soffrano di cuore».

Secondo l’Anaao Assomed «scarsa attenzione viene data alle malattie respiratorie e renali. Nonostante i dati preoccupanti sull’incidenza della terapia dialitica nell’insufficienza renale cronica, presentati recentemente alla VI Commissione Legislativa dell’Ars».

Ed ancora, il sindacato punta l’indice contro «la scomparsa delle Strutture Complesse di Medicina e Chirurgia d’Accettazione e Urgenza, che rappresentano garanzia di accesso alla rete dell’emergenza e di ricoveri tempestivi e appropriati. In intere provincie (Agrigento, Messina, Catania) i Pronti Soccorsi non sono autonomi ma affidati alla gestione delle Unità di Medicina Generale».

Sotto accusa pure «la riduzione delle lungodegenze, al di sotto degli standard previsti, con buona pace delle dimissioni protette e dei percorsi di riabilitazione. Se questo è un passaggio intermedio, non osiamo immaginare la fine del percorso.  Un’estate pesantissima sta iniziando e, come sempre, le direzioni generali procederanno in ordine sparso attivando incarichi temporanei, in larga parte non in linea con la normativa nazionale e regionale».

«Ora diciamo basta- è il monito di Pietro Pata (segretario regionale Anaao Assomed Sicilia)- È il momento che l’assessore Gucciardi riporti tutti al rispetto della legalità, impedendo fughe in avanti o rallentamenti che in larga parte nascondono interessi poco limpidi».

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