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Rete oncologica siciliana, Adamo: «Progressi confermati da Agenas»

Il coordinatore della Re.O.S. illustra i risultati della Quinta Indagine Nazionale: «Ecco i miglioramenti raggiunti e le criticità da risolvere»

Tempo di lettura: 7 minuti

La Rete Oncologica Siciliana  (Re.O.S.) è in progresso rispetto alle sette patologie oncologiche maggiori (mammella, colon, retto, polmone, prostata, ovaio e utero): nonostante sia partita da una riorganizzazione sta mostrando un crescente impatto favorevole sugli esiti. I dati riguardano: la presa in carico da parte delle strutture della rete, l’indice di fuga fuori Regione/P.A. e i tempi d’attesa.

Secondo la Quinta Indagine Nazionale sullo stato di attuazione delle Reti Oncologiche Regionali pubblicata da AGENAS (CLICCA QUI), l’organizzazione della Re.O.S. è “in chiaro andamento positivo” e con un Indice Sintetico Complessivo di Valutazione (ISCO) di 57,75, l’Isola è a un livello di performance medio alto in Italia. Nella precedente indagine, relativa al 2020, assegnava un punteggio ISCO complessivo di 37,6.

Alcune criticità

Criticità restano sull’attuazione dei processi di governance dei percorsi del paziente, con particolare attenzione all’attribuzione di risorse economiche adeguate allo sviluppo e all’implementazione della rete. Fari puntati, poi, anche sull’avvio del processo di digitalizzazione, quindi sulla cartella clinica oncologica informatizzata un sistema efficace e riconosciuto di collegamento in rete tra l’attività ambulatoriale/screening e il FSE del paziente. Infine, tra le azioni da intraprendere restano anche il controllo e il monitoraggio interno ai processi di rete, l’implementazione e l’aderenza ai nuovi percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (PDTA) di patologia.

La Rete Oncologica Siciliana garantisce agli utenti percorsi diagnostici uguali a quelli delle regioni più avanzate, evitando il ricorso a cure fuori dalla Sicilia. «Otto PDTA approvati e attivati- commenta il professore Vincenzo Adamo (nella foto), coordinatore Re.O.S.- Anche il recente report di AGENAS conferma la tendenza positiva della Re.O.S., inclusa tra quelle a evoluzione virtuosa ed efficiente, pur dovendo ancora perfezionare e sviluppare alcuni aspetti come l’informatizzazione, i rapporti con i medici di medicina generale e la fase organizzativa con la medicina di territorio».

I PDTA già approvati in Sicilia

«La governance, cioè la gestione di risorse umane e tecnologiche e di competenze professionali- spiega Adamo- è senza dubbio l’elemento principale della presa in carico del paziente oncologico nel suo percorso di diagnosi e cura che non può prescindere oggi da un’organizzazione sotto forma di rete oncologica regionale. Affinché una rete oncologica possa funzionare, la governance deve passare attraverso l’attivazione e il controllo dei PDTA delle neoplasie più rappresentate in termini d’incidenza e mortalità. La Re.O.S. con i suoi otto PDTA già approvati e attivati (tumori della mammella, polmone, ovaio, prostata, colon-retto, melanoma, tiroide e mesotelioma) negli ultimi tre anni, sta garantendo organizzazione, competenza, efficienza e anche equità di prestazioni e cure nell’ambito delle aree oncologiche del territorio siciliano. Tra i PDTA in corso di completamento ci sono quelle del bilio-pancreatico, endometrio, neuroendocrini, e test-collo».

La Re.O.S. è nata nel 2014 con due obiettivi fondamentali: costituzione dei dipartimenti oncologici e dei gruppi oncologici multidisciplinari (GOM) ed avvio dei principali PDTA oncologici. L’assessore alla Salute della Regione Siciliana promuove un processo di revisione della Re.O.S. in collaborazione con AGENAS ed i tre aspetti fondamentali su cui si basa sono: la costituzione di un coordinamento della rete secondo un principio di multidisciplinarietà professionale; il completamento dei più rilevanti PDTA in corso di revisione e previsti già nel documento stato-regione e la definizione delle caratteristiche e delle modalità operative della rete.

Il recente report a cura di AGENAS sull’attività delle ROR «ha confermato la tendenza positiva, posizionando la Re.O.S. tra le reti a evoluzione virtuosa ed efficiente, pur dovendo ancora perfezionare e sviluppare alcuni aspetti come l’informatizzazione, i rapporti con i medici di medicina generale e la fase organizzativa con la medicina di territorio e il monitoraggio efficiente».

In particolare, la Re.O.S. ha già attivato i principali PDTA delle neoplasie più rappresentate con individuazione dei Centri Specialistici/Hub e Centri Erogatori/Spoke (mammella, polmone, ovaio, colon-retto, prostata, melanoma, mesotelioma) con i relativi decreti attuativi, l’ultima revisione risale al 18 aprile 2023. È stata attivata l’attività d’informazione con la creazione della pagina dedicata sul sito Costruire Salute e formalizzato l’attività del Molecolar Tumor Board, con identificazione della rete di laboratori di profilazione genomica con NGS.

Gli aspetti da completare

Tra le attività in progress e da completare, invece, la Rete oncologica si presuppone di completare i PDTA di altre neoplasie: bilio-pancreatico, endometrio, neuroendocrini, e test-collo. Poi intende avviare il monitoraggio dei CS e CE dei PDTA attivi e della piattaforma informatizzata per la Re.O.S. e per il MTB. In programma c’è un progetto d’interazione Re.O.S./territorio in collaborazione con i sistemi informatici dei MMG (fascicolo sanitario) e degli Ordini dei Medici. Inoltre, intende recuperare risorse e formalizzare un piano economico-finanziario per la sostenibilità futura delle attività della rete, e realizzare campagne conoscitive e di sensibilizzazione in collaborazione con le società scientifiche.

Buona performance

«Un progresso che per AGENAS è dovuto alla riorganizzazione della rete che sta mostrando un crescente impatto favorevole sugli esiti- commenta il professore Adamo- in un indice di performance dove prevalgono le regioni del Centro-Nord con Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto e Liguria (ISCO superiore a 80 su 100), la performance della rete siciliana precede numericamente quello di quasi tutte le altre regioni del sud, (Calabria, Sardegna, Basilicata e Molise), e di alcune regioni del centro e del nord come Umbria e Friuli Venezia Giulia. C’è stato un miglioramento nei processi integrati di presa in carico e un decremento dell’indice di fuga– aggiunge Adamo- come conseguenza della modalità multidisciplinare della presa in carico del paziente, in modo da permettere la discussione multidisciplinare (GOM) del singolo caso clinico, che viene fortemente raccomandato con progetto di implementazione futura».

La rete è uno strumento indispensabile per garantire efficacia, efficienza ed equità dei percorsi di cura. È un modello di governo e programmazione delle prestazioni sanitarie in grado di garantire, attraverso la multidisciplinarietà e l’innovazione tecnologica, una nuova continuità tra ospedale e territorio. Come evidenziato da AGENAS ci sono alcuni aspetti da migliorare come la governance e il controllo e monitoraggio interno ai processi di rete, mentre la digitalizzazione è un percorso che bisogna ancora attivare ma i tempi non dovrebbero essere lunghi.

L’esigenza di ulteriori risorse economiche

«I vertici dell’assessorato sono a conoscenza della necessità delle risorse economiche per migliorare la governance– spiega il professore Adamo- utili alla formalizzazione di un piano economico-finanziario per la sostenibilità futura delle attività della rete. Sulla realizzazione della piattaforma digitalizzata, che garantirà un miglioramento nello scambio delle informazioni, è stata avviata una collaborazione con la rete campana ROC per la condivisione dello strumento che ha caratteristiche adattabili alla regione siciliana e l’informatizzazione dovrebbe avvenire entro l’estate. Per quanto riguarda il controllo e il monitoraggio, un aspetto che è nella mission della rete, inizieremo a monitorare gli altri PDTA che sono stati decretati: polmone, all’ovaio e colon retto».

Trattamento dei tumori, in Sicilia tempi di attesa mediamente buoni

Sempre secondo i dati emersi dalla Quinta Indagine Nazionale sullo stato di attuazione delle Reti Oncologiche Regionali pubblicata da AGENAS, i tempi di attesa che si registrano in Sicilia per il trattamento dei tumori sono mediamente buoni eccetto per la prostata. Sulla criticità avanzata dall’ente pubblico il professore Adamo precisa: «I dati fanno riferimento al 2022 ma nel 2023 i tempi saranno più brevi perché abbiamo attivato un portale web-based “Prosithe”, finalizzato al monitoraggio e alla raccolta degli indicatori di volume delle attività di tutti i centri specialistici per i PDTA alla prostata individuati dalla regione».

Un checkpoint con gli esperti

Per migliorare il dialogo tra oncologi, farmacisti e pazienti, si è svolta venerdì 26 gennaio all’Arnas Civico Di Cristina di Palermo un’iniziativa con esperti del settore. L’evento dal titolo “Best Care Breast. Quale governance efficace nel percorso di cura del paziente oncologico”, è stato organizzato da Sineos Healthcare Solutions.

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