Dal palazzo

Il resoconto

Rete Civica della Salute, 10 nuovi coordinatori per i distretti di Palermo

A Villa Niscemi si è svolta la Prima Conferenza organizzata da RCS con il patrocinio di Anci Sicilia,

Tempo di lettura: 6 minuti

PALERMO. Mentre prosperano le attese sulle centrali operative territoriali, sulle Case ed Ospedali di Comunità, in Sicilia la Rete Civica della Salute cresce e punta alla partecipazione dei cittadini in tutto il territorio regionale all’attuazione della missione 6 del PNRR, perché la svolta socio-sanitaria promessa sulle cure di prossimità sia reale e tangibile. A Villa Niscemi si è svolta la Prima Conferenza organizzata da Rete Civica della Salute (RCS) con il patrocinio di Anci Sicilia, per condividere con i Coordinatori provinciali ed i Riferimenti civici delle nove province siciliane i lavori sul tema “L’alleanza per il benessere delle persone e delle Comunità” e per la presentazione delle nuove risorse che sussidieranno i Distretti Sanitari della Città Metropolitana di Palermo.

La RCS in regione conta quasi 70mila cittadini informati e oltre mille Riferimenti civici. La Rete mira a potenziare e disseminare ancora la sua azione localmente, rafforzandosi nella Sicilia occidentale, per affermare in ogni territorio e nei livelli strategici delle autonomie locali l’importanza della partecipazione della comunità per la tutela della salute e dei servizi correlati alle cure, soprattutto in questo momento cruciale di attuazione del PNRR.

«La Rete Civica della Salute- affermano il coordinatore regionale di RCS Pieremilio Vasta ed il neo coordinatore provinciale di Palermo Emanuele Marino– è l’insieme di Cittadini che liberamente si assumono la responsabilità civica di sussidiare le politiche pubbliche sui beni comuni e che, in particolare, in questa fase vogliono attuare insieme con ANCI Sicilia e le risorse del terzo settore la co-progettazione con gli utenti indicata dal PNRR nello sviluppo dell’Assistenza territoriale del Sistema Sanitario Nazionale attraverso le ‘reti di prossimità, centrali operative territoriali, case e ospedali di comunità’ secondo le previsioni del DM 77/2022».

Il presidente dell’ANCI Sicilia Paolo Amenta sul tema sottolinea che “È necessario che ci sia da parte di tutte le istituzioni coinvolte una maggiore consapevolezza rispetto alle scelte che si stanno effettuando in materia di sanità territoriale su tutto il territorio regionale. Nell’indispensabile percorso di potenziamento e riequilibrio con l’assistenza operativa ospedaliera i sindaci devono rivestire un ruolo centrale in quanto interpreti diretti degli interessi generali della comunità. La riorganizzazione del SSR – continua Amenta – non può che tener conto di un approccio che veda una reale integrazione fra il sociale e il sanitario. A fronte della realizzazione delle strutture ospedaliere con fondi del PNRR, sarà necessario prevedere la selezione del personale che dovrà operare all’interno delle strutture. Per sussidiare questo impegno è strategica l’alleanza con la Rete Civica della Salute il cui progressivo sviluppo ANCI Sicilia accompagna e sostiene».

Il commento di Daniela Faraoni

Durante la Prima Conferenza di Rete Civica della Salute hanno introdotto i lavori il coordinatore provinciale di RCS Palermo Emanuele Marino con il coordinatore regionale di RCS Pieremilio Vasta, il presidente della Conferenza dei Comitati Consultivi Aziendali della Regione Siciliana Pier Francesco Rizza e la commissaria straordinaria dell’ASP di Palermo Daniela Faraoni, che ha sottolineato: «La Rete Civica della Salute rappresenta un elemento fondamentale della nuova organizzazione sanitaria nel territorio, le innovazioni introdotte dal PNRR ci consentiranno di costruire e costituire nuovi percorsi sanitari che si prenderanno carico del cittadino, non soltanto dal punto di vista sanitario, ma socio-sanitario. Stiamo preparando una grande battaglia, cogliendo la sfida di dare ordine di accesso ma anche sicurezza di presa in carico dell’utente che ha dei bisogni da governarei a prescindere della stessa richiesta del cittadino. La RCS sarà fondamentale perché potrà aiutarci a monitorare gli interventi rendendoli più adeguati alle diverse fragilità e alle diverse debolezze, perché conosce le criticità di ogni realtà sociale- ha aggiunto Faraoni- La RCS deve riuscire a creare quel legame che consentirà di raggiungere gli obiettivi più importanti. Da questa sintesi discenderà la capacità del nostro sistema sanitario regionale di offrire risposte appropriate e evitare che il cittadino si rivolga ad altre regioni per le cure».

Hanno partecipato ai lavori i rappresentanti delle istituzioni e del sistema sociale siciliano, con focus sulle specifiche realtà nelle quali operano e che si intersecano al servizio sanitario; sono intervenuti Viviana Messineo delegata dal direttore del Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico DASOE, l’assessore Fabrizio Ferrandelli delegato dal sindaco del Comune di Palermo, Antonio Rini vice presidente dell’Anci Sicilia, Marcello Li Vigni dirigente tecnico dell’Ufficio Scolastico Regionale, Giuseppe Ciulla presidente dell’Ordine Regionale degli Assistenti Sociali, Alfio La Rosa presidente regionale di Federconsumatori, Carmela Tata garante regionale delle Persone con Disabilità.

I nuovi coordinatori

A beneficio delle comunità della Sicilia occidentale sono stati nominati i nuovi coordinatori RCS dei dieci distretti sanitari palermitani, risorse in più che collaboreranno al miglioramento del servizio sanitario regionale: Calogero Di Maio per Palermo, Francesca Corpora per Bagheria, Gianvito Mistretta per Carini, Salvo Vazzana per Cefalù, Rossella Sucato per Corleone, Francesca Orlando per Lercara Friddi, Maria Serena Ingrassia per Misilmeri, Mario Botta per Petralia Sottana, Vito Ragusa per Partinico, Enrico Corpora per Termini Imerese.

Gli interventi

A Villa Niscemi per l’occasione hanno partecipato i testimonal di RCS che con il loro contributo partecipano allo sviluppo della Rete e che sono intervenuti sul tema “La Sussidiarietà al bene comune della RCS e l’Empowerment dei Riferimenti Civici come risorsa in più del SSR”: Concetta Balistreri ha sottolineato l’esigenza del coinvolgimento dei corpi sociali intermedi nelle scelte politiche e l’integrazione socio-sanitaria in linea con l’avanzamento dell’età e delle fragilità della popolazione; la deputata dell’Ars Valentina Chinnici ha sottolineato la necessaria concertazione tra le parti politiche per le scelte che incidono sul futuro della comunità e per gli ambiti di azione che esigono tutela, Massimo Russo già Assessore alla Salute nella riforma del servizio sanitario regionale ha sottolineato l’importanza che la legge di riordino n.5 del 2009 ha dato alla partecipazione dei cittadini al servizio sanitario, incoraggiando la funzione istituzionale degli utenti e degli operatori con poteri di verifica e valutazione dei servizi per il miglioramento della qualità e l’umanizzazione del servizio sanitario. Russo inoltre vede nella Rete Civica della Salute il naturale potenziamento degli organismi di partecipazione al fine della maggiore apertura del SSR alla comunità.

Il presidente di Azione Cattolica Italiana Giuseppe Notarstefano in tempi di asprezza delle relazioni, oltre a richiamare l’attenzione sulla salvaguardia del welfare, vede nella sussidiarietà della RCS anche un impegno etico per riequilibrare il dialogo tra i corpi sociali e per puntare allo sviluppo umano integrale, il direttore dell’Istituto Pedro Arrupe Gianni Notari ha pacatamente sferzato l’urgenza di una più rigorosa responsabilità dei singoli sulla scelta della classe dirigente, insistendo su una maggiore consapevolezza di quanto ciò possa incidere per il superamento della crisi della società contemporanea.

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