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Dal palazzo

Convegno organizzato da Fisapi Sicilia

Responsabilità medica alla luce della nuova riforma, esperti a confronto a Catania

Convegno organizzato da Fisapi Sicilia e dallo Studio Gierrelex.

Tempo di lettura: 5 minuti

CATANIA. La responsabilità medica, i suoi presupposti, i criteri di accertamento e il fenomeno della medicina difensiva alla luce della nuova riforma Gelli-Bianco, introdotta con la L. 24/2017, sono stati al centro di un convegno, organizzato da Fisapi Sicilia (Federazione italiana sindacati autonomi professioni intellettuali) e dallo Studio Gierrelex, tenutosi a Catania in una sala gremita del Palazzo dei Chierici.

Il convegno, accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Catania e dal Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Catania e patrocinato dall’Assessorato Regionale alla Salute, dall’Ordine dei Medici di Catania, dalla Fondazione dell’Ordine dei Medici di Catania e dall’Osservatorio della buona sanità, si è proposto di aprire un momento di confronto e approfondimento, con taglio pratico, sul tema della responsabilità medica e sui suoi presupposti, nonché sul fenomeno sempre più diffuso della medicina difensiva, alla luce della legge di riforma n. 24/2017, recentemente introdotta.

I lavori sono stati aperti e coordinati dall’ Avv. Luigi Randazzo, Segretario Regionale Fisapi Sicilia, Co-founder Gierrelex e Componente del CdA della Fondazione dell’Ordine dei Medici di Catania. Dopo aver introdotto il tema dell’incontro, ha affrontato una panoramica della questione, in chiave comparativa, con specifico riguardo all’esperienza dei sistemi common law e dei c.d. punitive damages, soffermandosi, anche per il tramite di una rassegna di dati statistici, sugli elementi di contatto e le differenze con gli ordinamenti degli altri Paesi.

Il Presidente dell’Ordine dei Medici di Catania, Massimo Buscema, ha ricostruito l’iter procedimentale e motivazionale che ha portato alla nuova riforma, sottolineando l’importanza del ruolo svolto dagli Ordini professionali medici in questo percorso.

Successivamente Lucio Di Mauro, Tesoriere nazionale Simla (Società Italiana Medicina legale e delle assicurazioni) e Consigliere dell’Ordine dei Medici di Catania, ha messo in luce gli aspetti positivi della l. n. 24 e le criticità persistenti, con particolare riguardo al rischio che un acritico e astratto adeguamento alle raccomandazioni e linee guisa possa burocratizzare l’operato del medico.

In tal senso, Tommaso Mauceri (Professore Aggregato di Diritto Civile presso Università di Catania) ha richiamato nella sua relazione i rapporti tra etica professionale e umanità nella condotta del medico e nei rapporti con il paziente, per poi soffermarsi sul nesso di causalità (criterio del “re illicita versari” e danno da perdita di chance), sul rapporto tra la responsabilità del medico ospedaliero e quella della struttura sanitaria, nonché sulla natura della responsabilità del medico ospedaliero e la rilevanza della qualifica (oneri probatori, prescrizione e danni non prevedibili; strumenti processuali).

Inoltre, Raffaele Benanti (Specialista in Medicina Legale) ha relazionato in merito agli artt. 6 e 7 della nuova riforma fornendo un quadro altamente qualificato in qualità di Consulente per il Tribunale di Catania in materia sia penale che civile.

Degli aspetti prettamente penalistici della materia si è, invece, occupato Alessandro Sorrentino (Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania) il quale con uno sguardo fortemente critico, si è soffermato sulla definizione dei presupposti della non punibilità della condotta e, quindi, della definizione e osservanza delle linee guida e del superamento della distinzione colpa grave/colpa lieve.

Infine, Salvatore D’Agati (Specialista in Medicina Legale) ha lucidamente rappresentato le opportunità che dalla riforma Gelli possono essere colte, riportando la propria esperienza di giovane medico-legale.

Intervenuto a distanza, Davide Faraone (Sottosegretario di Stato alla Salute) nel congratularsi per l’iniziativa ha dichiarato: «La legge Gelli ha introdotto specifiche disposizioni volte a garantire il diritto dei cittadini a essere risarciti laddove ci siano dei reali profili di responsabilità del professionista o della struttura, assicurando però al contempo regole più certe per i professionisti affinché nello svolgimento della propria attività non perdano mai di vista la centralità del paziente. Il Ministero è già al lavoro per predisporre il prima possibile tutti i provvedimenti attuativi previsti, affinché vengano percepiti al più presto gli effetti della riforma in termini di riduzione della medicina difensiva e di conseguenza del contenzioso».

«La partecipazione così numerosa conferma l’interesse e l’attualità di questo tema. Pur permanendo delle criticità- dichiara l’Avv. Randazzo- la riforma Gelli rappresenta un buon lavoro nella non facile direzione di trovare un equilibrio tra la tutela del paziente e la salvaguardia delle prerogative dell’operato del personale sanitario. Non può che registrarsi positivamente l’introduzione di una serie di migliorie in termini di trasparenza e informazione a tutela del paziente (il 10% del contenzioso risulta essere dovuto ad un difetto di comunicazione). Sotto il profilo, invece, della tutela dell’operato del professionista, auspico l’introduzione di strumenti maggiormente deterrenti nei confronti di chi agisce in mala fede e in assenza dei necessari presupposti giuridici, ritenendo non sufficiente il ricorso, peraltro raro, all’applicazione dell’art. 96 c.p.c.».

Conclude Randazzo: «Un ricorso indiscriminato alle linee guide, come criterio assoluto di esclusione della punibilità, rischia di disumanizzare l’operato del medico, a dispetto dell’auspicato obiettivo di ristabilire fiducia fra medico e paziente, alla base di un sistema sanitario efficiente e all’avanguardia».

Interventi di apprezzamento e plauso sono pervenuti anche da Giuseppe Meliadò, Presidente della Corte di Appello di Catania.

Catania, convegno su responsabilità medica.2

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