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Requisiti per le stabilizzazioni, Cimo Sicilia: «Il termine ultimo sia spostato in avanti»

9 Dicembre 2019

Secondo la segreteria regionale sarebbe opportuno fissarlo magari al 30 giugno del 2020". Interviene pure la Fials, sollecitando al governo nazionale "maggiore coraggio per sostenere anche altre categoria al momento escluse".

 

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PALERMO. «Esprimiamo apprezzamento sugli emendamenti relativi alla stabilizzazione dei precari della Sanità, presentati in Legge di Bilancio, anche se non condividiamo la limitazione al 30 giugno 2019 come termine per possedere i requisiti dell’anzianità di servizio».

Lo afferma la segreteria regionale di Cimo Sicilia, guidata da Riccardo Spampinato (nella foto in alto), aggiungendo: «Da tempo chiediamo di estendere gli effetti del Decreto Madia, soprattutto in considerazione del fatto che esauritasi la platea dei beneficiari del famoso comma 1 del D.Lgs 75/2017, non si è tuttavia avviata la fase successiva e cioè quella concorsuale che dovrebbe essere la procedura ordinaria di reclutamento del personale. In tal modo si è verificato il protrarsi e il nuovo ingrossarsi dell’esercito dei precari che nel frattempo hanno maturato e in alcuni casi ampiamente superato i 3 anni di anzianità».

Tuttavia, dal sindacato dei medici sottolineano: «Una Legge che entrerà in vigore l’anno prossimo dovrebbe prevedere limiti temporali spostati in avanti e non indietro nel tempo. Sarebbe opportuno fissare tale limite magari al 30 giugno del 2020».

Giuseppe Bonsignore

Da Cimo aggiungono: «Si deve poi partire con i concorsi, perché ricordiamoci che questa seconda tornata di stabilizzazioni non porterà nuova linfa vitale alla Sanità pubblica perché non farà altro che sanare le posizioni di chi già lavora negli ospedali. In molte Aziende non sono state espletate le procedure del comma 2 del Decreto Madia e chiediamo ancora una volta di dare seguito anche a questa seconda trance in attesa da due anni».

Infine, la nota della Comunicazione Cimo Sicilia (responsabile Giuseppe Bonsignore), si conclude così: «In tanti aspettano le mobilità sia regionali che interregionali con la prospettiva di rientrare nella propria città di origine e in alcuni casi di ricongiungimento familiare. Aspettiamo fiduciosi che la politica su decida ad intervenire garantendo i diritti dei lavoratori e l’interesse dei cittadini ai quali va prioritariamente garantito il diritto alla salute».

IL COMMENTO DELLA FIALS SICILIA

Sull’emendamento salva precari interviene pure Sandro Idonea, segretario regionale della Fials Sicilia: «L’intervento del governo nazionale è certamente un importante aiuto per i tanti lavoratori che rischiavano di restare esclusi dalle stabilizzazioni a volte anche per pochi mesi e futili motivi. Ci aspettiamo però a breve maggiore coraggio per sostenere anche altre categoria al momento escluse attraverso un intervento più duttile, perché sanità è formata da tanti professionisti utili a garantire servizi efficienti ai cittadini».

IL COMMENTO DEL NURSIND SICILIA

Claudio Trovato, coordinatore regionale Nursind Sicilia, afferma: “Il Nursind segue l’emendamento depositato dal ministro Speranza in cui si estendono i termini della legge Madia. Come organizzazione sindacale siamo favorevoli alla fine del precariato per i lavoratori del comparto sanità. Seguiremo l’iter legislativo nella speranza che molti lavoratori trovino la giusta dignità sociale ed economica”.

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