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Reparto Covid a Mazara del Vallo, il Nursind: «Serve più tempo per la conversione»

23 Settembre 2020

Il sindacato degli infermieri sottolinea: «Bisogna garantire percorsi e locali separati per evitare possibile promiscuità».

 

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«L’ospedale di Mazara come riferimento Covid in provincia di Trapani è una scelta che potrebbe non essere strategica per diversi motivi, come l’approvvigionamento con le giuste strumentazioni, l’adeguata formazione del personale soprattutto e bisogna garantire percorsi e locali separati per evitare possibile promiscuità».

Lo afferma in una nota il segretario territoriale del Nursind Trapani, Salvo Calamia (nella foto), per il quale «non è auspicabile stravolgere un ospedale in tempi così rapidi, si rischia di utilizzare in maniera non proficua le esigue risorse che abbiamo a disposizione. Bisogna investire dal punto di vista strutturale garantendo la separazione dei pazienti tra positivi covid e il resto».

Secondo Calamia «bisogna sottolineare inoltre la grande professionalità e disponibilità del personale dell’ospedale Abele Ajello di Mazara che in un breve lasso di tempo ha visto stravolto parte dell’ospedale per permettere le modifiche strutturali. Sussistono numerose perplessità, secondo noi, per questa operazione di cambiamento che, ripetiamo, è dovuta all’aumento dei casi di contagio».

Infine, dal Nursind sottolineano: «Il problema, a nostro avviso, risulterebbe il potenziale rischio che potrebbe verificarsi sulla promiscuità, pericolo che comunque ci sarebbe in qualsiasi struttura adibita a tale scopo. Comprendiamo lo sforzo dell’azienda Asp di Trapani e dell’assessorato, c hiediamo solo maggiori garanzie e tutele per i pazienti e gli operatori dell’ospedale di Mazara».

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