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Regioni a caccia degli immuni con i test sierologici. Sicilia in ritardo

2 Aprile 2020

Test a tappeto in Veneto, Toscana, Emilia Romagna; in Sicilia passo avanti dell'Asp di Messina. La richiesta di 8 deputati regionali "al via subito almeno per il personale sanitario"

 

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Quante persone sono state veramente colpite dal coronavirus in Italia? Quante fra queste sono guarite e quante, pur essendo entrate in contatto con il Covid-19, non si sono mai ammalate? Mentre il Governo nazionale, anche sulla spinta della comunità scientifica (leggi qui) studia un piano nazionale per fare i test di sieroprevalenza in tutto il paese, diverse Regione si sono già attivate:Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, sono già andate aventi con gli esami sierologici. In Sicilia un passo avanti in tal senso lo ha già fatto l’ASP di Messina che si è attrezzata per fare i stesti sierologici presso il laboratorio analisi dell’Ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto (leggi qui).

Nessuna intenzione di fermarli da parte del Governo, ma emerge la necessità di un coordinamento, per evitare che si vada in ordine sparso, anche in considerazione dell’amplissimo spettro di test sierologici disponibili. Non tutti ugualmente attendibili.

Per questo si attende nei prossimi giorni un documento del Comitato Tecnico Scientifico nazionale che detti le linee guida di un’unica strategia nazionale, ampliando il campione. L’obiettivo è trovare tutti coloro che sono stati, incosapevolmente, colpiti dal virus.

Oltre ad indicare quali sono i test ritenuti attendibili, il Comitato Tecnico Scientifico anti covid dovrà indicare anche  quando far partire questi test a tappeto. Sembra che il periodo individuato coincida con l’inizio della discesa della curva epidemica.

Così potrebbero uscir fuori due dati importanti: quanta parte della cittadinanza è ancora esposta al pericolo covid-19 e d’altro canto quanti altri cittadini, considerati ormai immuni, potranno tornare ad una vita normale.

Insomma, se nelle prime fasi intorno all’attendibilità dei test sierologici, complici alcune speculazioni commerciali che promettevano la possibilità di fare test istantanei ed anche on line, sotto la guida della comunità scientifica la politica si è accorta del grande vantaggio che può derivare delle indicazioni offerte dalla sierologia (leggi qui)
Me c’è un’altro tema, al fianco dei test a tappeto, più urgente: il tema dei test sierologici al personale sanitario. Un problema di cui si è discusso anche nel corso dell’ultima seduta dell’Assemblea Regionale Siciliana con la richiesta (firmata dai deputati Pullara, Caronia, Lantieri, Pellegrino, Gennuso, Bulla, Compagnone e Catalfamo) di avviare subito una campagna di test sierologici a tappeto per medici, infermieri e personale sanitario, così come accade già in altre regioni.
“La scelta di chiudere all’utilizzo di test sierologici IgM e IgG in un periodo in cui ogni minuto è prezioso per salvare una vita anche a fronte della scarsa quantità di tamponi (sia reagenti che kit d’estrazione) reperibili sul mercato è una scelta molto discutibile nonostante la stessa sia da tempo avvallata dal Comitato tecnico scientifico nazionale. Già nella seduta del 18 marzo avevamo esortato il Governo ad avviare un controllo capillare sul personale sanitario, anche attraverso i test sierologici in assenza di tamponi, ad avvalersi anche dei laboratori privati di biologia molecolare e genetica non accreditati ma comunque in possesso dei doverosi controlli di qualità. Ora dopo ora registriamo sempre più medici ed infermieri infetti da covid19 con tutto ciò che comporta il protocollo da seguire tra quarantena allargata a chiunque sia stato in contatto con il soggetto infetto”.
Ed ancora: “Se non mettiamo in sicurezza il personale sanitario ci troveremo ogni giorno con sempre meno medici nei reparti ed incapaci di poter assicurare le cure ai pazienti. Non ci risulta che i test sierologici non siano validati dall’ISS – scrivono i deputati- atteso che quasi tutte le regioni li utilizzano per il campionamento di massa vista la semplicità di esecuzione e l’assoluta sicurezza di non contagio per chi esegue l’esame. Bisogna agire subito perché ci sia la possibilità di approvvigionarsi dei reagenti per gli esami sierologici prima che vadano esauriti anch’essi”.

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