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ASP e Ospedali

Campagna vaccinale

Reclutamento del personale Covid: «L’Asp di Palermo ha escluso chi fruisce della legge 104»

Anaao Assomed, Cgil medici, Cimo, Cisl medici, Fials, Fesmed, Fvm e Uil sottolineano inoltre che nell'avviso interno del 30 marzo «la discriminazione riguarda pure chi beneficia delle agevolazioni per la maternità, nonché i lavoratori part-time e quelli a rapporto non esclusivo».

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. «L’avviso interno pubblicato dall’Asp di Palermo il 30 marzo, finalizzato al reclutamento del personale medico e non, per la campagna di vaccinazione Covid19, ripropone il pregiudizio nei confronti delle leggi per tutela della disabilità». Lo affermano Anaao Assomed, Cgil medici, Cimo, Cisl medici, Fials, Fesmed, Fvm, e Uil, sottolineando che «si esclude dalla partecipazione tutto il personale che fruisce della legge 104 per se o per gli altri, ma anche chi beneficia delle agevolazioni per la maternità, nonché i lavoratori part-time e quelli a rapporto non esclusivo».

Insanitas ha chiesto all’Asp di Palermo una replica, non appena dovesse arrivare sarà pubblicata. Secondo i sindacati «particolarmente biasimevole è la discriminazione nei confronti del personale coinvolto nelle problematiche dell’handicap, considerate soltanto come impedimento alle esigenze organizzative dell’Azienda; inaccettabile anche quella per le altre categorie escluse. Ci sono pervenute segnalazioni da alcuni lavoratori che, peraltro, hanno già dato il loro contributo per il tracciamento dei contagi e per le prime vaccinazioni con il precedente bando del 29/12/2020 a firma del commissario Covid e che continuano ad assicurare con impegno e dedizione, in questo difficile periodo dell’emergenza pandemica, tutte le prestazioni compresi turni notturni e festivi nei reparti e servizi ospedalieri e territoriali. Non si comprende quali siano i riferimenti normativi che ne permettono l’esclusione sottraendo importanti risorse umane alla campagna di vaccinazione in un momento in cui è invece necessario coinvolgere il maggior numero possibile di operatori».

Nella nota, i sindacati aggiungono: «Il personale medico e sanitario che si occupa e si preoccupa tutti i giorni dei problemi di salute dei cittadini ben comprende lo stato di necessità delle persone fragili e dei caregivers, con solidarietà ne condivide le difficoltà e non considera l’handicap e le tutele normative dello Stato come un ostacolo da superare. Per le predette motivazioni, a tutela dei disabili, dei lavoratori e dei cittadini, chiediamo la revoca per le opportune rettifiche dell’avviso in oggetto».

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