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Reazioni avverse ai farmaci e ai vaccini, ecco il report del 2017 in Sicilia

15 Novembre 2018

Le interviste con gli esperti.

 

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Verificare l’efficacia dei farmaci ma, soprattutto, rilevare la presenza di sospette reazioni avverse è condizione necessaria per assicurare la sicurezza dei pazienti. Per raccogliere e rilevare possibili controindicazioni nell’uso di farmaci, ogni regione d’Italia si è dotata di un centro di farmacovigilanza attiva presso cui convergono tutte le segnalazioni degli operatori sanitari e degli stessi pazienti.

È del 2002 il progetto regionale per l’organizzazione della farmacovigilanza in Sicilia ma è solo nel 2011 che viene emesso un decreto assessoriale per la realizzazione di un Centro regionale di Coordinamento di tutte le attività di Farmacovigilanza e Vaccinovigilanza.

Al Centro, che ha sede presso l’Assessorato alla Salute, fanno capo il Centro Referente per la Segnalazione Spontanea Organizzata in Farmacovigilanza della Regione Sicilia assegnato al Policlinico “Martino” di Messina, il Centro di Confluenza ed Informazione sugli effetti tossici da farmaci in gravide e neonati e da erbe medicinali e dai prodotti da esse derivati che ha sede presso il Policlinico “Vittorio Emanuele” di Catania e il Centro di Confluenza e di Informazione sugli effetti tossici da farmaci anti-tumorali e sulle ADR in pazienti neoplastici che ha sede presso il Policlinico “Giaccone” di Palermo.

«Le segnalazioni avverse da farmaci possono essere segnalate dal medico prescrittore, ma oggi anche dall’odontoiatra, dal farmacista, dall’infermiere o dal paziente. Le segnalazioni- spiega Edoardo Spina, direttore del Centro Referente per la Segnalazione Spontanea Organizzata in Farmacovigilanza della Regione Sicilia- vengono inviate al responsabile della farmacovigilanza per quella sede, solitamente il farmacista dell’Asp di riferimento sul territorio. Tutte le segnalazioni giungono al Centro Referente e smistate per competenza ai centri di riferimento, nel caso di reazioni avverse su donne gravide o su neonati e su pazienti neoplastici, e poi inserite nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza (RNF) gestita dall’AIFA».

Le segnalazioni possono avvenire anche tramite la piattaforma web VigiFarmaco che permette sia agli operatori sanitari che ai cittadini di compilare e inviare una segnalazione di sospetta reazione avversa in modo veloce ed immediato.

Gli operatori sanitari e i cittadini possono accedere al sistema sia come utenti anonimi che come utenti registrati. «Negli ultimi anni la farmacovigilanza in Europa è stata molto potenziata- aggiunge Paola Cutroneo, dirigente farmacista presso il Centro di Farmacovigilanza- e per questo motivo è stato richiesto ad ogni agenzia regolatoria di dotarsi di un sistema di segnalazione on line, probabilmente perché si ritiene che sia più semplice rispetto ai classici moduli cartacei».

All’interno della piattaforma sono disponibili due moduli specifici per gli operatori sanitari e per i pazienti, con gli stessi campi di un modulo cartaceo. La praticità sta nel processo di invio automatizzato ma anche nell’archiviazione, all’interno del profilo personale, di tutte le segnalazioni inviate.

I responsabili locali di farmacovigilanza quindi validano e codificano la segnalazione e quindi confermano l’inserimento direttamente nella RNF. «Il centro quindi- sottolinea Spina- ha la funzione di filtro tra la segnalazione e l’AIFA».

Il Centro Referente per la Segnalazione Spontanea Organizzata in Farmacovigilanza della Regione Sicilia, oltre ad occuparsi della gestione, della raccolta, dell’analisi e dell’inserimento dei dati, in base alle segnalazioni spontanee di sospette reazioni avverse da farmaci e vaccini ricevute, ogni anno compila un report. Il processo avviene escludendo i casi segnalati dalla letteratura e seguendo quello che viene definito il “gold standard” ossia, per convenzione internazionale, il tasso ottimale per la segnalazione spontanea pari al valore di 30 segnalazioni ogni 100mila abitanti.

«Da qualche anno la Sicilia ha superato ampiamente il gold standard collocandosi nel 2017 al 9° posto della classica nazionale e diventando un esempio virtuoso e rispetto al 2016 non sono state rilevate grosse variazioni», continua Spina.

Nella valutazione delle segnalazioni «bisogna tenere presente innanzitutto- sottolinea Paola Cutroneo- che esistono farmaci molto utilizzati, segnalati di più proprio per il loro maggiore consumo e non perché sono più tossici. Inoltre un tasso di segnalazione più elevato dipende in parte anche dall’attivazione di progetti regionali di farmacovigilanza attiva promossi ogni due o tre anni dall’AIFA e che si concentrano su una tipologia specifica di farmaci».

«Per esempio da circa due anni- continua- nella nostra regione è stato attivato un progetto sui vaccini che compaiono proprio per questo nei primi posti del rapporto. Osservando infatti le reazioni dei vaccini si può notare come si tratti di effetti molto comuni come la febbre ponendosi per gravità di segnali al di sotto di altri tipi farmaci che hanno causato reazioni più gravi. Lo stesso vale per gli antineoplastici a cui frequentemente in Italia vengono associati progetti specifici».

Scendendo nel dettaglio, nel report relativo all’anno 2017 è possibile osservare come il maggior numero di segnalazioni regionali sia stato inviato dall’ASP di Enna seguita dal “Policlinico di Catania e dall’ASP di Catania. Le province che hanno mostrato invece un trend in crescita dal 2016 al 2017 sono state Palermo, Caltanissetta, Catania e Ragusa.

Se consideriamo gli indicatori di sesso ed età dei pazienti, nel 2017 ad avere segnalato più volte ADR sono state le donne con una percentuale pari a 53,2% e le segnalazioni hanno riguardato maggiormente i pazienti adulti rispetto ai pazienti pediatrici con una percentuale pari al 40%.

Come accennato sono stati i vaccini contro il meningococco B, l’esavalente e il pneumococcico ad essere stati maggiormente segnalati per progetti di farmacovigilanza, seguiti da farmaci biologici quali l’adalimubab, etanercept, l’infliximab «anche questi monitorati sulla base di specifici progetti», spiega Cutroneo. A questi si aggiungono gli immunosoppressori e gli antineoplastici, gli antitrombotici e le statine che hanno dato luogo a problemi muscolari comunque noti.

Una valutazione simile può essere fatta per la gravità delle reazioni. L’acido zoledronico, il nivolumab o la ciclosporina hanno presentato ADR più gravi «perché utilizzati per curare patologie più importanti e complesse». Tra gli esiti inoltre sono stati segnalati anche 14 decessi.

«In questi casi l’effetto può essere connesso al quadro clinico del paziente. Secondo la normativa vigente- sottolinea Cutroneo- se si presenta un caso fatale, e per tutti i casi gravi, i medici devono fornire una relazione con dati clinici più dettagliati entro sette giorni dalla segnalazione. Le agenzie regolatorie verificano che vi siano stati altri casi simili e nel caso in cui il segnale di sicurezza venisse confermato si portano avanti delle procedure specifiche».

Si parla infatti di sospette reazioni, in quanto ogni segnalazione deve essere valutata e confrontata sul piano nazionale e internazionale. Solo nel caso in cui venisse confermata l’insorgenza su più pazienti si procederà ad attuare norme regolatorie.

«La segnalazione spontanea ci permette di evidenziare potenziali rischi nuovi, inattesi o non previsti che possono dare luogo a un segnale di sicurezza per minimizzare questi rischi. Successivamente il segnale viene analizzato con studi più specifici dalle autorità regolatorie che possono emanare dei comunicati di sicurezza, possono essere modificati i foglietti illustrativi o disporre il ritiro del farmaco. Le procedure regolatorie infatti sono proporzionate al tipo di rischio. Se il rischio è molto grave ed esistono alternative terapeutiche il farmaco può essere ritirato. Nel caso in cui il rischio è grave ma può essere minimizzato vengono messe in atto delle misure di controllo. O ancora viene modificata la scheda tecnica».

Con opportuni accorgimenti le reazioni avverse possono essere evitate usando i farmaci in maniera appropriata e in maniera opportuna, leggendo il foglietto informativo per valutare se la reazione individuata è già presente nella scheda tecnica e se sono presenti delle interazioni anche con prodotti fitoterapici. Importante inoltre rivolgersi al medico prima dell’assunzione di un farmaco.

«Bisogna comunque segnalare in quanto ogni singola scheda può dare origine a un segnale quindi- conclude Cutroneo- non bisogna sottovalutare una reazione avversa e anche a fronte di un sospetto bisogna segnalare».

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