Razza: «Dal 25 maggio riprenderà l’erogazione di tutte le prestazioni sanitarie»

21 Maggio 2020

Fase 2 del Coronavirus. L'annuncio dell'assessore regionale Ruggero Razza durante la conferenza stampa che si è svolta stamattina.

di Michele Ferraro

«Abbiamo pronta la circolare che dal 25 maggio farà riaprire le strutture sanitarie ed ospedaliere per riprendere l’erogazione di tutte le prestazioni ordinarie, anche intramoenia ed extramoenia»

Lo ha annunciato Ruggero Razza nel corso della conferenza stampa convocata ieri, prima che esplodesse il caso giudiziario “Sorella Sanità” (leggi qui) che ha portato agli arresti, fra gli altri del direttore generale dell’Asp di Trapani Fabio Damiani e dell’ex direttore generale dell’Asp di Palermo ed attuale coordinatore dell’emergenza Covid in Sicilia Antonio Candela.

Prima di presentare il nuovo piano, l’assessore alla Salute non si è sottratto ad alcune considerazioni sulla vicenda giudiziaria (leggi qui).

Tornando sul ripristino delle attività assistenziali in Sicilia, l’assessore ha illustrato i criteri, ai quali tutti i centri di erogazione di servizi sanitari dovranno uniformarsi a partire da lunedì prossimo. Tali criteri sono essenzialmente tre:

Il criterio epideminologico: per attenuare il monitoraggi clinico legato ai casi covid sul territorio e nelle strutture sanitarie e la mappature dei tamponi eseguiti;
Il criterio dall’adeguata gestione dei posti letto, tanto per i pazienti positvi al Covid, con il rispetto delle norme sul distanziamento e sui percorsi separati, quanto per i casi sospetti. Il monitoraggio della disponibilità delle strutture ricettive per pazienti clinicamente guariti che non possono fare la quarantena a domicilio.
Il criterio di monitoraggio della diffusione virale: con due “sottoparametri”: la capacità di effettuare i test e tracciamento dei contatti per isolare casi sospetti con il contributo della rete del territorio.

Questa azione di monitoraggio impegnerà i primi 60 giorni a partire dal 25 di maggio con una prognosi di rivalutazione ogni 30 giorni e con la raccolta degli indici ogni 72 ore per i primi 14 giorni e poi settimanalmente.

“Troppo spesso si è pensato alla Fase 2 come uno scampato pericolo. Fase 2 invece vuol dire che il sistema sanitario è posto a garanzia della prosecuzione e del funzionamento del sistema economico” ha affermato l’assessore.

C’è poi il tema della gestione del paziente nei pronto soccorso dell’isola: “Ci saranno percorsi separati, con protocolli di monitoraggio tanto per i pazienti quanto per gli operatori – annuncia Razza – con l’individuazione e differenziazione dei pazienti che necessitano o no di un ricovero, e con l’adozione del protocollo di gestione per gli interventi chirurgici di urgenza.”

Ancora, chiunque dovrà essere ricoverato per intervento chirurgico, in strutture pubbliche o private, nelle 48 ore precedenti dovrà essere sottoposto a tampone rinofaringeo e solo dopo potrà entrare i reparto per la fase di pre-ricovero. Per quanto riguarda invece i ricoveri in area medica si è preferito ricorrere al test sierologico non rapido (con accesso venoso) e successivo tampone in caso di presenza di anticorpi.

Riaperte le prestazioni in elezioni e quelle ambulatoriali ospedaliere e sono individuate per tutti i casi sospetti le stesse cautele previste per i ricoveri in strutture ospedaliere.

Riaperte anche le prestazioni ambulatoriali distrettuali, con il medesimo regolamento, partendo da una accelerazione delle liste d’attesa. Tanto che per tutte le attività ambulatoriali, sia ospedaliere che distrettuali, sia pubbliche che private, si fissa il criterio che può essere aumentato l’orario di accesso al pubblico anche in ore notturne, per ridurre le liste di attesa ed evitare affollamenti.

Riaperti anche le strutture di ricovero accreditate, gli ambulatori, i centri di diagnostica per immagini, i consultori, gli screening oncologici e tutte le attività di screening e vaccinazioni.

“Non so se credere a chi rappresenta il tema della seconda ondata autunnale, certo è che la fragilità di alcuni soggetti potrebbe consigliare un programma di vaccinazione obbligatoria, ovviamente non con il vaccino contro il Covid-19, che purtroppo sarà difficile avere a ottobre, ma per ridurre e mitigare il quadro clinico di soggetti che potrebbero essere più esposto alle conseguenze del Covid. L’auspicio che sento di fare al termine della prima fase di emergenza – afferma in conclusione Razza – è che dalle ottime performance della Sicilia possa emergere una maggiore reputazione del nostro sistema sanitario, ed una buona opportunità per abbattere in maniera significativa la mobilità passiva”.

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