Ragusa, l’Ugl sollecita all’Asp l’apertura del nuovo ospedale e la graduatoria degli infermieri

20 Giugno 2016

Si è svolto un incontro tra la Reggente di Ugl Ragusa, Gianna Dimartino, il segretario regionale della Federazione Sanità, Renzo Spada, la Commissaria della Sanità provinciale Antonietta Frasca e altri componenti della segreteria provinciale.

 

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RAGUSA. Si è svolto un incontro tra la Reggente di Ugl Ragusa, Gianna Dimartino, il Segretario regionale della Federazione Sanità, Renzo Spada, la Commissaria della Sanità provinciale, Antonietta Frasca, e altri componenti della segreteria provinciale tra cui Gianna Battaglia.

Spada, tra l’altro nominato recentemente quale componente della Consulta regionale Sanità, dopo avere informato sulle ultime novità e iniziative Ugl a livello regionale, ha aperto un positivo confronto con la Reggente e i Dirigenti provinciali, analizzando nel dettaglio le tante problematiche che attanagliano la Sanità nella provincia di Ragusa.

«Il nostro obiettivo è rilanciare la Federazione Sanità sul territorio ibleo- afferma Gianna Dimartino- e riaffermare la centralità dell’Ugl, che intende creare la giusta interlocuzione istituzionale con l’Asp per risolvere in maniera costruttiva e condivisa le problematiche e le emergenze esistenti».

Conclude così il segretario regionale Spada: «Daremo alla struttura provinciale di Ragusa tutto il sostegno necessario affinché si possano mettere in evidenza le criticità esistenti per risolvere le questioni che affliggono il comparto sanitario».

In attesa di ricevere conferma per l’incontro istituzionale già richiesto al Direttore Generale, Maurizio Aricò, si sono evidenziate alcune criticità:

  1. Il ritardo dell’apertura del nuovo Ospedale Giovanni Paolo II, che sta causando ingenti spese aggiuntive di manutenzione e sicurezza per potere continuare a permanere nei vecchi ospedali.
  2. La mancata applicazione dell’Atto Aziendale anche se è stato approvato da tempo.
  3. La mancata stesura e pubblicazione, ad oggi, della graduatoria degli Infermieri professionali (ben 3500 hanno presentato domanda) che compromette il normale svolgimento dei servizi e assistenza all’interno dei reparti e obbliga spesso il personale OSA e OSS a sopperire alla mancanza di queste figure.

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