Ragusa, il dg Aricò accusato dell’ennesima gaffe: «Ispezione negata al sottosegretario»

10 Marzo 2016

Il manager dell'Asp è tacciato di scortesia istituzionale dalla senatrice Venerina Padua: «Ha rifiutato di fare visitare l'ospedale Giovanni Paolo II al sottosegretario Vittorio De Filippo». La sua replica: «Sono stato avvisato troppo tardi, non c'era il tempo di garantire la sicurezza in quel cantiere».

 

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RAGUSA. Maurizio Aricò (nella foto) e l’ennesima polemica per una sua gaffe. Stavolta è accusato di scortesia istituzionale nei confronti della senatrice Venerina Padua, ma soprattutto del sottosegretario alla Salute Vittorio De Filippo, ospite lunedì scorso della Padua.

Questa mattina la senatrice del Pd ha scritto una lettera aperta dai toni durissimi al manager dell’Asp 7, denunciando l’indisponibilità del direttore generale a fare visitare al sottosegretario il nuovo ospedale di Ragusa.

«Alla mia richiesta di visitare l’ospedale “Giovanni Paolo II” – scrive la senatrice- Aricò ha risposto con un secco no in quanto non aveva tempo: è davvero singolare che un esponente del Governo nazionale, peraltro del Ministero alla Salute, non possa visionare i lavori del nuovo nosocomio. È davvero sorprendente come il manager, in qualità di funzionario dello Stato, possa ritenere di non essere tenuto, come invece dovrebbe, ad evadere la richiesta di una visita, di un’ispezione, di un sopralluogo di un membro del Governo».

Stavolta, però, Aricò ha ritenuto opportuno rispondere:  in un comunicato stampa spiega di aver ricevuto la telefonata della Padua tre ore e mezza prima dell’annunciata visita; Aricò ha giudicato le tre ore e mezzo un lasso di tempo non sufficiente per organizzare una visita in un cantiere con lavori in corso, il cui accesso doveva essere garantito in sicurezza ai non addetti ai lavori.

«Inoltre -scrive ancora Aricò- la Direzione strategica era in quelle ore impegnata nella redazione del nuovo Atto Aziendale», attività definita «non differibile» e per questo il direttore ha declinato l’invito.

L’offesa, comunque, rimane e proprio a quella parte politica, il pd renziano, che Maurizio Aricò, partecipando domenica scorsa alla convention voluta da Nello Di Pasquale, sembra condividere.

La senatrice si rivolge direttamente al dg, ricordandogli che lui sta gestendo la sanità in una comunità caratterizzata da grandi aperture e dal rispetto dei ruoli e che comunque non è nella sua “disponibilità” impedire ad un membro del Governo la visita al Giovanni Paolo II.

Una visita letta forse da Aricò come anticipazione di quell’ispezione chiesta anche dalla Padua e alla quale lo stesso manager, nella parte conclusiva della sua risposta, riprende, in citazione, piccato: «Si comprende come la menzione di una ipotetica ispezione appaia in questo caso del tutto inappropriata».

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