Ragusa, Asp e Cgil sempre più ai ferri corti: l’ennesima polemica finisce sui tavoli della Procura

27 Aprile 2016

Il sindacato nei giorni scorsi aveva puntato l'indice contro una presunta mancata sicurezza sui posti di lavoro e condizioni igienico- sanitarie carenti nelle strutture ospedaliere. Ma il direttore generale Maurizio Aricò non ci sta, replica punto per punto e fa partire una denuncia per procurato allarme.

 

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RAGUSA. Finirà con un esposto in Procura per procurato l’allarme la polemica innescata dalla Cgil, che aveva chiesto all’assessore regionale alla sanità Baldo Gucciardi un’ispezione immediata all’Asp di Ragusa.

Mancata sicurezza sui posti di lavoro e condizioni igienico sanitarie carenti nelle strutture ospedaliere, l’atto di accusa mosso alcuni giorni fa dal sindacato.

Il direttore generale Maurizio Aricò (nella foto) si è particolarmente irritato contro questa segnalazione che il segretario del sindacato Giovanni Avola aveva rivolto all’azienda sanitaria provinciale, molto probabilmente facendo suoi alcuni dubbi sollevati da operatori; in particolare il sindacato aveva chiesto di verificare la sicurezza per il personale che manca di dispositivi di protezione individuale.

Il sindacato aveva denunciato anche altre situazioni di rischio come il problema della potabilizzazione dell’acqua nel nuovo padiglione di Geriatria e Medicina, al Dipartimento Salute Mentale e all’Hospice dell’ospedale Maggiore di Modica, nonché la questione riguardante l’Unità trattamento aria dell’Ortopedia che sarebbe collocata non a debita distanza da fonti inquinanti, quali parcheggi, strade e persino lo scarico del gruppo elettrogeno.

Scriveva il sindacato in una lettera firmata da Avola: «Nel nuovo padiglione, in Geriatria e Medicina, al Dsm e all’Hospice dell’Ospedale Maggiore di Modica, c’è grande allarme per l’acqua che non sempre è incolore, insapore ed inodore».

C’era poi il caso delle nuove sale operatorie la cui unità di trattamento dell’aria non è stata installata a debita distanza da fonti inquinanti. Ma la direzione aziendale dell’Asp  ha rigettato energicamente ogni accusa o insinuazione.

Aricò risponde ai sindacati e allega una relazione tecnica firmata da Pinuccio Lavima, dirigente del laboratorio di sanità pubblica e da Lorenzo Aprile, dirigente dell’ufficio tecnico, in cui si evidenzia, tra l’altro, «la qualità delle acque, l’assoluta correttezza delle procedure in uso e la persistente normalità dei parametri analizzati nei controlli periodici».

La relazione, punto per punto, smonta le accuse del sindacato e si tratta pure in merito ai dubbi sul reparto di Ortopedia e sulla collocazione dell’Unità trattamento aria: «La macchina è stata posizionata a 8 metri da terra e dunque ad una relativa altezza, tra l’altro all’interno di un parcheggio riservato al personale sanitario, per cui in un’area non soggetta a particolari situazioni di traffico intenso».

Ed infine, precisa che l’Asp ha indetto una gara, la seconda, visto che la prima è andata deserta, per la fornitura al personale di dispositivi di protezione individuale.

Tanto rumore per nulla, insomma; nei corridoi dell’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa si vocifera che alla base delle “soffiate” fatte alla Cgil ci siano capricci non accontentati o insofferenze professionali.

In ogni caso, che l’attuale manager di Piazza Igea non sia particolarmente amato, non è un segreto; da quando si è insediato alla guida dell’azienda sanitaria provinciale, diverse e per svariati motivi sono state le richieste di ispezioni, anche ministeriali.

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