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ASP e Ospedali

Si impianta in anestesia locale

Ragusa, arriva la “cardiocapsula”, il pacemaker più piccolo al mondo

Il nuovo sistema è stato già impiantato a due pazienti. Si torna a casa dopo 24 ore dall’intervento, senza cicatrice senza necessità di antibiotici

Tempo di lettura: 3 minuti

Pesa solo 2 grammi, è grande poco più di una pillola, non necessita di alcun filo o catetere né richiede incisioni nel torace o tasche sottocutanee. Nessuna cicatrice, nessun “gonfiore” sotto la pelle del torace: il paziente dopo una degenza torna immediatamente al suo lavoro, senza limitazioni all’attività fisica.

A differenza del tradizionale pacemaker – esterno al cuore e collegato a cateteri – questo pacemaker è impiantato in anestesia locale con un cateterino introdotto attraverso la vena femorale e fissato al tessuto cardiaco attraverso uncini metallici.

Due i pazienti ai quali è stato impiantato il nuovo sistema: un uomo di 78 anni con fibrillazione atriale permanente, bassa risposta ventricolare e asistolie di circa 4 secondi; una donna di 73 anni con fibrillazione atriale permanente, bassa risposta ventricolare e fasi di eccessivo rallentamento del battito cardiaco fino a 20 battiti/minute. Entrambi avevano già subito un intervento di cardiochirurgia ed erano ad elevato rischio per un impianto del pacemaker tradizionale per deformità toracica e condizioni cliniche generali.

«Essere protagonista di questo piccolo primato siciliano – dice il Dr. Nicosia, Direttore della Cardiologia – mi rende particolarmente orgoglioso per varie ragioni. Abbiamo aiutato due pazienti “fragili”, impiantando dei sistemi di elettrostimolazione con una tecnica che ha minimizzato i rischi connessi alla procedura (infezione, pneumotorace); abbiamo familiarizzato con una tecnica rivoluzionaria, in atto molto costosa, ma che probabilmente rappresenterà lo standard per tutti i pazienti che necessitano l’impianto di un pacemaker».

«E’ veramente un’emozione vedere pazienti così “fragili” andare a casa dopo 24 ore senza cicatrice senza necessità di antibiotici, visto che non ci sono rischi di infezione – continua Nicosia – Sento, infine, il dovere di ringraziare le persone che hanno reso possibile tale primato. La Direzione aziendale che, nonostante il costo elevato, ha compreso l’importanza di questa rivoluzione tecnologica; Il dr. Giuseppe Campisi e l’equipe infermieristica dell’Emodinamica della Cardiologia di Ragusa che, con la loro professionalità e dedizione al lavoro, hanno consentito rapidamente il raggiungimento dell’obiettivo; Il Prof. Tondo e l’equipe di elettrofisiologia dell’ospedale Monzino di Milano che hanno seguito i nostri primi passi anche ospitandoci presso la Cardiologia di Milano.»

Viva soddisfazione esprime il Direttore Generale, Dr. Maurizio Aricò: «Si tratta di un altro passo avanti della sanità ragusana sulla strada della qualità e della ricerca clinica, nel superiore interesse dei nostri cittadini. Grazie a tutti i Professionisti della Sanità aziendale che, nonostante le ristrettezze di personale legati alle note vicende regionali, garantiscono assistenza di qualità con queste punto di assoluta eccellenza.»

cardiocapsula

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