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Ragazza morta di meningite, la Fials attacca il Civico: 11 ore su una barella del pronto soccorso

18 Giugno 2016

Il direttore sanitario dell’Ospedale Civico, Giorgio Trizzino, replica al sindacato difendendo l’operato dei medici e del personale del pronto soccorso: “Abbiamo attivato tutte le procedure necessarie. In ogni caso stiamo preparando una relazione che consegneremo all’Asp, all’assessorato regionale alla Sanità ed ai dipendenti”.

 

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La scorsa settimana una ragazza di 23 anni di Belmonte Mezzagno, Gloria Allotta, a è morta al Policlinico Giaccone per le complicanze di una meningite. Ma la ragazza, in gravissime condizioni di salute, era stata trasportata al Pronto Soccorso del Civico. “Siamo venuti a conoscenza attraverso la stampa del caso di decesso per meningite batterica di una giovane paziente – dicono Vincenzo Munafò, segretario provinciale Fials e Mario Di Salvo, segretario aziendale Fials – Pare che la ragazza abbia stazionato per circa 11 ore su una barella tra i tanti utenti ed il personale del Pronto Soccorso del Civico. Sembra, per quanto dice la stampa, che nonostante le gravi condizioni in cui versava la ragazza, in seguito deceduta dopo il trasferimento al Policlinico Giaccone di Palermo, che la stessa non sia stata posta in isolamento, né prima, né durante gli accertamenti, sottoponendo a potenziale contagio un elevato numero di persone. Nel dubbio legittimo che quanto raccontato da diversi organi di stampa non risponda alla realtà dei fatti, si richiede una formale dichiarazione della Direzione Sanitaria, che documenti l’avvenuta attivazione delle corrette procedure del caso”.

Ed è Giorgio Trizzino, direttore sanitario del Civico a spiegare i fatti: “La ragazza è arrivata al Pronto Soccorso in gravissime condizioni – dice – La diagnosi di meningite è stata fatta al Policlinico, dopo il trasferimento della stessa. Al Civico c’erano state delle avvisaglie. Ma la certezza diagnostica si è avuta solo dopo i risultati del laboratorio di analisi. Chiarisco due punti: il primo è che la ragazza era affetta da meningococco che si trasmette solo in casi eccezionali, come il contatto diretto con il paziente, del tipo respirazione bocca a bocca. E questo non c’è mai stato. La seconda cosa è che la ragazza è stata trasferita perché il nostro reparto di malattie infettive è chiuso per ristrutturazione. Quando è arrivata i sintomi facevano pensare che si trattasse di meningite, tra l’altro una malattia con cui abbiamo avuto altre volte a che fare qui al Civico. L’allarme mi sembra ingiustificato, visto che abbiamo attivato tutte le procedure necessarie. In ogni caso stiamo preparando una relazione che consegneremo all’Asp, all’assessorato regionale alla Sanità ed ai dipendenti”.

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