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Quindici giorni consecutivi al lavoro: Asp di Messina, tecnico di laboratorio sviene a causa di un malore

24 Ottobre 2017

La denuncia del sindacato Fials e la replica del direttore generale.

 

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MESSINA. Quindici giorni di lavoro consecutivi senza alcun giorno di riposo settimanale, ed è così che un tecnico di laboratorio dell’Asp 5 di Messina, mentre stava per terminare un turno notturno particolarmente pesante, è svenuto procurandosi anche delle lesioni fisiche.

La denuncia è arrivata da sindacato Fials, che sollecita l’intervento dei servizi ispettivi: «Un ulteriore episodio gravissimo a danno dei lavoratori, i quali subiscono turni di lavoro massacranti in violazione delle leggi italiane ed europee che tutelano la salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro», sostiene Domenico La Rocca, segretario generale territoriale del sindacato Fials Messina.

Ed aggiunge: «Il dipendente in questione ha dovuto lavorare per quindici giorni consecutivi senza poter usufruire dell’obbligatorio riposo settimanale. I casi registrati però sono in continuo aumento. Alcuni di questi vengono segnalati al nostro sindacato, che ha sempre denunciato prontamente i fatti agli organi ispettivi competenti, ma molti potrebbero essere i casi sottaciuti dai lavoratori per evitare ritorsioni».

Secondo il direttore generale dell’Asp 5, Gaetano Sirna, si tratterebbe però solo di strumentalizzazioni: «Sono casi episodici di prolungamento orario per esigenze di servizio che sono contemplate, purtroppo per loro, dalla norma. Il problema dell’orario si presenta quando questi casi diventano la regola ma l’episodico è previsto, per cui succede che se io faccio il turno di notte e la mattina colui che mi deve dare il cambio non si presenta a lavoro io non posso lasciare gli ammalati senza assistenza e continuo il turno».

Il manager dell’Asp aggiunge: «L’importante è che sia una cosa episodica. Nel caso specifico stiamo parlando di un tecnico di laboratorio che fa poche ore e deve completare l’orario quindi se il primario lo ritiene necessario lo fa restare. Noi rispettiamo la norma anche perché non abbiamo carenze di personale, se a volte succede è perché qualcuno si ammala o non si presenta a lavoro. Siccome il servizio deve continuare, noi purtroppo dobbiamo obbligare qualcuno a restare a lavorare ma sono veramente casi isolati».

Il sindacato Fials ha segnalato altre tre circostanze in cui i dipendenti hanno dovuto prestare servizio per oltre 17 ore consecutive. «Questi episodi, anche se singoli e motivati da esigenze di servizio- spiega La Rocca- sono vietati dal D.lgs. n.66 dell’8 aprile 2003 e la loro violazione prevede sanzioni pecuniarie che vengono irrogate dal servizio ispettivo del Dipartimento Provinciale del Lavoro nei confronti delle aziende sanitarie ed ospedaliere pubbliche».

Infine, dal sindacato affermano: «Anche il Servizio Territoriale di Messina di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dovrebbe intervenire in situazioni come queste in cui la salute psicofisica dei lavoratori è compromessa da turni di lavoro stressanti (D.lgs n.81 del 2009). Ancora una volta auspichiamo l’intervento sulla questione da parte degli organi competenti».

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