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Il tema

Quarto Policlinico, Caltanissetta è favorita ma resta il nodo: si farà con Palermo o Enna?

Il resoconto dell'incontro organizzato dal consorzio universitario durante il quale Mancuso ha annunciato la volontà di Schifani. Resta da decidere quale istituzione universitaria coinvolgere.

Tempo di lettura: 7 minuti

«Il Policlinico si farà a Caltanissetta, dopo una telefonata con il presidente Schifani lo affermo senza timore di smentita»: lo ha affermato il deputato regionale Michele Mancuso presente al primo incontro programmatico organizzato dal consorzio universitario. Più cauto l’onorevole Giuseppe Catania: «Da amministratore sono sempre prudente, non perchè non credo alle parole del presidente o dell’onorevole Mancuso ma perchè dico che un processo amministrativo si conclude con la firma su un atto».

Il rettore Massimo Midiri ha precisato che l’Ateneo di Palermo «può avere due policlinici se crea una diversificazione», generando la risposta del commissario straordinario dell’Asp nissena, Alessandro Caltagirone: «Noi dobbiamo guardare agli scenari che si possono aprire tenendo conto sia dell’università di Palermo che quella di Enna. Quest’ultima, non opportunamente coinvolta, potrebbe prendere delle decisioni che in qualche modo snaturano l’idea di policlinico di centro sicilia. Non è stato firmato alcun atto ufficiale e nessun protocollo d’intesa e abbiamo necessità di chiarezza, di un atto di indirizzo, che possano mettere il Sant’Elia al centro di queste attività».

Tra i presenti il presidente del Consorzio, e organizzatore dell’incontro-dibattito, Walter Tesauro. Nessun rapprasentante dell’Università di Enna che, come il rettore Midiri, avrebbe potuto palesare l’interesse alla collaborazione con Caltanissetta per la realizzazione del policlinico diffuso del centro Sicilia.

Dall’incontro è emerso che  Caltanissetta è più titolata ai fini della realizzazione del policlinico. Tutti i presenti hanno evidenziato e ribadito la necessità di un Dea di II livello per ospitare il quarto polo universitario. A tal proposito è l’onorevole Michele Mancuso ad annunciare che Schifani gli ha detto che il policlinico si farà a Caltanissetta e che questa scelta verrà notificata a Enna: «Il presidente della Regione prende atto di certezze e cioè che Caltanissetta ha un Dea di II livello e che l’Università di Palermo sta effettuando un potenziamento sul territorio nisseno avendone tutti i requisiti e all’interno del Sant’Elia è previsto un percorso, attraverso protocolli per istituire il policlinico. Un percorso che sarà utile a tutti, anche a Enna».

Quindi il presidente della Regione ha già preso la sua decisione? Il policlinico del centro Sicilia sarà nisseno? Abbiamo chiesto all’onorevole Mancuso che ha risposto: «Non può essere diversamente, il Dea di II livello è a Caltanissetta». Più cauto l’onorevole Giuseppe Catania che ha parlato di un percorso non breve e politicamente non ancora definito, ci sono interlocuzioni in atto con il presidente Schifani per definire aspetti tecnici sapendo, però, di poter contare su un territorio che ha le carte in regola: «Dall’incontro è emerso un dato ineccepibile sul piano tecnico. La realizzazione del policlinico è assolutamente possibile. Lo hanno ribadito sia il commissario straordinario dell’Asp che il rettore Midiri. Questo sogno si può realizzare». Sulle affermazioni di Mancuso, Catania afferma: «Per mia natura preferisco festeggiare quando la firma sarà apposta. Certamente confermo che da parte del presidente Schifani c’è molta attenzione su questo tema. Avremo ulteriori incontri e sono convinto che ci stiamo avviando verso la giusta direzione».

Anche per il rettore Massimo Midiri nessun dubbio che la scelta finale verterà su Caltanissetta che ha i requisiti necessari per una molteplicità di fattori. Nel suo intervento ha citato la legge 517 del 1999 che regola i rapporti tra Università e Aziende sanitarie, ha sfatato ogni dubbio sul fatto che Palermo abbia già un suo policlinico e che questo possa essere d’ostacolo per la realizzazione del quarto polo universitario a Caltanissetta: «L’Ateneo di Palermo può avere due policlinici se crea una diversificazione delle specialistiche. La nostra storia qui è ormai trentennale, siamo stati responsabili della formazione della classe medica di questa città, è arrivato il momento di sistematizzarla attraverso un percorso, che non sarà sicuramente breve, ma che deve essere normato da percorsi prima politici e poi amministrativi. C’è la piena disponibilità dell’Ateneo di Palermo a sostenere questo processo sia in chiave formale che sostanziale. Abbiamo una classe medica pronta e disponibile a colonizzare questa città, c’è la disponibilità delle isituzioni pubbliche di questo territorio, quindi io credo che sarà possibile avere il quarto policlinico gestito dall’Università di Palermo con la collaborazione della componente medica e sanitaria della città di Caltanissetta».

L’asse Caltanissetta- Palermo o Caltanissetta-Enna, come ha specificato il commissario straordinario dell’Asp di Caltanissetta, Alessandro Caltagirone, avrebbe connotazioni diverse: «Istituire un policlinico con l’Università di Palermo comporterebbe una diversificazione dei due ospedali di riferimento. Come vuole la rete ospedaliera approvata dal Ministero e dalla Regione Sicilia le aziende sanitarie non hanno autonomia organizzativa e non si possono duplicare le specialistiche. Con Enna il discorso sarebbe ben diverso, il Dea di II livello è a Caltanissetta che ha già le sue specialistiche che, tra l’altro, contiamo di implementare e che potrebbero essere messe a disposizione dell’Università Kore».

«Da parte nostra la massima disponibilità– aggiunge Caltagirone- Le facoltà di Medicina e chirurgia esistono in entrambe le realtà, Palermo ed Enna, e risulta indispensabile ai fini formativi dare il supporto per tutta la parte assistenziale e in tal senso il Sant’Elia ha le carte in regola. Il policlinico potrebbe rappresentare la svolta dal punto di vista del reclutamento dei medici. Nonostante la crescita dell’ospedale subiamo una carenza di personale medico dovuta all’attrattiva delle città metropolitane, che potrebbero iniziare il loro corso di studi qui e strutturarsi nel nosocomio nisseno evitando così la fuga dei cervelli».

Inoltre, Caltagirone ha sottolineato: «Noi sappiamo di avere le caratteristiche necessarie, il Sant’Elia è al centro della Sicilia e copre un’utenza di un milione di abitanti e ci vede, per fare un esempio nella rete dell’ictus, tra le prime province d’Italia per risposta al bisogno che questa patologia comporta. Abbiamo sentito la disponibilità di Palermo ed anche quella di Enna che ha una facoltà di Medicina con studenti che si trovano al terzo anno e che deve garantire i corsi per il quarto. Non siamo nella possibilità di fare una scelta in autonomia, ma sappiamo di avere con il Sant’Elia le caratteristiche necessarie e siamo a disposizione per quale sia la soluzione più equilibrata guardando agli interessi degli studenti, degli utenti e della popolazione. Aspettiamo la decisione del presidente della Regione, affinchè scaturiscano da lì le azioni tecniche da mettere in campo».

«Abbiamo tracciato i punti cardine e raccolto la disponibilità fattiva per iniziare il percorso per istituire il policlinico a Caltanissetta. Il dato è che non ci aspettavamo oggi la firma del protocollo d’intesa ma abbiamo stabilito un sinallagma tra noi e ciò che è l’interesse della Regione- afferma il presidente del Consorzio Walter Tesauro– Il presidente si è espresso, come ha affermato l’onorevole Mancuso, da adesso in poi sapremo quali sono i passaggi successivi fino ad arrivare a mettere tutto nero su bianco. Il Consorzio sta lavorando per far crescere i corsi di laurea e il numero degli studenti».

Parla di partita ancora aperta tra UniPa e UniKore il sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino, che auspica una collaborazione fattiva tra le tre città: «Prendo atto delle dichiarazioni dell’on. Mancuso a cui il presidente della Regione ha anticipato delle decisioni importanti. Finalmente il presidente ha preso la decisione che il policlinico si farà a Caltanissetta, ma non ha detto con quale istituzione universitaria. La mia proposta è di lavorare tutti insieme e di includere nel sistema sia UniPa sia UniKore, applicando gli strumenti legislativi vigenti».

Il sindaco ha aggiunto: «Ho recentemente incontrato i due rettori Tomasello e Midiri e approfondendo con loro il tema policlinico sono emerse delle grandi opportunità per il nostro territorio e soprattutto per i nostri studenti. Caltanissetta ed Enna non sono in guerra, non lo sono mai state e stanno insieme su agenda urbana e sulla Fua. Questo dossier deve essere scritto dai soggetti attivi delle tre province della Sicilia centro meridionale con in testa i sindaci di Caltanissetta, Agrigento ed Enna, le relative Asp, le istituzioni universitarie che operano sul territorio e il Cefpas, con l’alto coordinamento del presidente della Regione. Solo così le nostre tre province potranno ottenere il risultato sperato, le fughe in avanti non sono utili al raggiungimento dell’obiettivo».

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