Quanto dureranno i commissari straordinari di Asp ed ospedali siciliani? Intervista all’avvocato Gaetano Armao

28 Luglio 2017

Il nuovo governo regionale non potrà sostituirli. L'unica possibilità sarà avviare le procedure ordinarie di nomina dei direttori generali, finora bloccate da una riforma che, a livello nazionale, non ha ancora trovato compimento.

 

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Continuano a far discutere in questi giorni le soluzioni adottate dal governo regionale per la nomina dei commissari straordinari delle aziende sanitarie siciliane che dovranno a breve sostituire i manager attualmente prorogati. Dalla legge regionale impugnata dalla Corte Costituzionale, al parere richiesto al Consiglio di Stato, che non si è ancora pronunciato, fino alla decisione di prorogare per 45 giorni tutti i manager scaduti a fine giugno (anche se i bene informati parlano di tempi più brevi per i nuovi insediamenti, c’è infatti chi scalcia per ottenere al più presto l’incarico assegnato).

Stabilito quindi il “posto” assegnato a ciascun manager, l’unico grande interrogativo che rimane è il tempo: quanto dureranno questi nuovi commissari straordinari? Per avere un parere tecnico legale abbiamo sentito l’avvocato Gaetano Armao, già assessore regionale con il Governo Lombardo e fra i più conosciuti ed apprezzati amministrativisti italiani.

“Il commissariamento nel diritto amministrativo è una soluzione di tipo straordinario, purtroppo però questa legislatura si è contraddistinta per un abuso dell’azione commissariale , tanto da fare di questo rimedio una patologia, una sorta di abuso di terapia amministrativa che da soluzione diventa essa stessa il problema” Afferma in premessa l’Avvocato Armao. “E’ chiaro che questa volta si è giunta ad una soluzione ponte per l’accavallarsi della scadenza di 9 manager con il c.d. semestre bianco per cui, in mancanza dei consueti presupposti di diritto, si sta utilizzando la procedura ordinaria. Ora, sotto questo profilo, quello che dobbiamo evidenziare è la durata di questi commissariamenti che non può non essere legata alla nomina dei nuovi Direttori Generali. Il che significa che il nuovo governo che si insedierà dopo le prossime elezioni regionali non potrà sostituire i commissari che verranno nominati al termine del periodo di proroga in corso con altri commissari. L’unica possibilità per la nuova Giunta sarà quella avviare le procedure ordinarie di nomina dei direttori generali.” Procedure bloccate da una riforma che, a livello nazionale, non ha ancora trovato compimento.

“Va ricordato – conclude Armao – che questa volta il governo non ha voluto i “commissari” ma ne è rimasto in qualche modo vittima, dando vita ad una soluzione ponte che rischia di diventare altamente nociva per il corretto funzionamento del sistema sanitario regionale. Si annuncia infatti una lunga fase commissariale che, di per se stessa, non consente quella visione di prospettiva propria della gestione manageriale.”

Ed in effetti è ancora in corso di definizione l’annunciata svolta sulla nomina dei manager adottata dal Ministero della Sanità. La scelta dei nuovi direttori generali non sarà più di esclusiva competenza del prossimo governo regionale. I manager dovranno essere selezionati attraverso un Albo nazionale, cui si accederà per titoli e curriculum.

Lo scorso mese di marzo il ministro Lorenzin aveva anche indicato un mese preciso per l’entrata in vigore del registro: – “a partire da ottobre diventerà operativo”, ma le operazioni viaggiano a rilento. Infatti soltanto lo scorso 21 luglio è stato emanato decreto legislativo che disciplina la nuova normativa sul conferimento degli incarichi di direttore generale, di direttore amministrativo e di direttore sanitario. Poi dovranno trascorrere il termini di decadenza per l’invio dei curricula, quindi sarà necessario attendere la nomina, da parte del Presidente della Regione, della commissione di valutazione, che avrà il suo bel da fare per spulciare migliaia di domande, intanto arriverà il periodo elettorale che potrebbe rallentare tutte le operazioni. Per cui difficilmente si potrà arrivare alla graduatoria nazionale definitiva prima di aprile 2018.

Il nuovo albo nazionale
Il decreto legislativo emanato lo scorso 21 luglio (che integra e corregge il decreto 171 del 2016 in materia di dirigenza sanitaria) ha modificato il punteggio minimo per l’inserimento nell’elenco nazionale, saranno sufficeinti 70 punti invece dei 75 previsti precedentemente. L’elenco nazionale sarà pubblicato secondo ordine alfabetico senza l’indicazione del punteggio che resta solo agli atti della Commissione.  All’elenco dei direttori generali non potrà iscriversi chi abbia più di 65 anni e per accedere bisogna avere un attestato di formazione in materia di sanità pubblica e gestione sanitaria. Al fine della valutazione dei candidati inseriti nell’albo nazionale, potranno essere presi in considerazione anche i corsi di perfezionamento universitari, di durata almeno annuale, le abilitazioni professionali e ulteriori corsi di formazione manageriali e organizzativi svolti presso istituzioni pubbliche e private, di riconosciuta rilevanza e della durata di almeno 50 ore, ma sono esclusi quelli già valutati come requisito di accesso. L’elenco nazionale di idonei verrà aggiornato ogni due anni attraverso una selezione di candidati da parte di una commissione di esperti nominata dal ministero. La permanenza nell’elenco dura 4 anni. La grande novità riguarda poi il capitolo ‘valutazione’, con la perdita dell’incarico nel caso di non raggiungimento degli obiettivi. Ci sarà infatti una valutazione dei direttori generali iscritti nell’albo che terrà conto del raggiungimento degli obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi. I Livelli essenziali di assistenza (Lea) diventano elemento primario di valutazione e tra i criteri viene inserita anche la riduzione delle liste d’attesa, che sui territori provocano diseguaglianza. Verranno anche valutati i dati dei bilancio ed è prevista la decadenza dei direttori generali non solo in caso di violazione della legge e malasanità ma anche nei casi in cui la valutazione delle performance sia negativa. Non c’è la possibilità di ricorso e si prevede la cancellazione dall’elenco e, su richiesta e nuova valutazione, il reinserimento. A cascata è previsto un procedimento demandato alle regioni per la nomina dei direttori sanitari e dei servizi socio-sanitari: anche qui viene costituito un elenco regionale degli idonei e la selezione avviene per titolo e colloquio.

La Commissione di valutazione

Una volta individuati gli idonei appartenenti all’albo nazionale, la valutazione dei candidati verrà effettuata su base regionale dalle commissioni che verranno nominate dai  Presidenti delle Regioni. Anche le modalità ed i criteri delle valutazioni verranno definiti su base regionale. Ad integrazione delle direttive ministeriali ciascuna Regione potrà infatti dettare ulteriori “modalità e criteri di selezione” per individuare il candidato più idoneo a ricoprire l’incarico di direttore generale, direttore amministrativo e o direttore sanitario.

 

 

 

 

 

 

 

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