punture d'insetti

Punture d’insetti fatali! Ogni anno 20 morti in Italia, ma prevenire si può: ecco come

14 Giugno 2020

Dall'adreanalina autoiniettabile all'immunoterapia, ecco i rimedi ed i consigli per evitare complicazioni

 

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Sono oltre 5 milioni gli italiani che ogni anno subiscono punture d’insetti (api, vespe, calabroni). Di questi una percentuale molto bassa tende a sviluppare conseguenze che possono portare fino alla morte. Si calcola che ogni anno in Italia ci siano da 10 ai 20 casi di decessi.

A determinare queste tragiche conseguenze è un allergia al veleno di imenotteri che può provocare reazioni generalizzate, con il coinvolgimento respiratorio o cardiocircolatorio che si possono complicare fino alla morte. Eventi decisamente rari quindi, ma che se correttamente affrontati possono essere evitati, sia attraverso la prevenzione che attraverso una corretta ed immediata cura.

A spiegarlo in una intervista è la dottoressa Marina Mauro, coordinatore clinico dell’Ambulatorio di Allergologia dell’Azienda ospedaliera Sant’Anna di Como: “Come prima cosa occorre far conoscere l’utilità dell’adrenalina auto-iniettabile. Un presidio salvavita, che l’allergico deve saper usare in caso di shock anafilattico, in modo da poter guadagnare il tempo necessario per allertare il pronto intervento e ricevere nell’immediato o presso le strutture di Pronto Soccorso le necessarie terapie. Da qui anche l’importanza di fare, al primo sospetto, test allergologici.

“E fondamentale far sapere anche che esiste una cura per questa rara allergia – continua Marina Mauro nel corso dell’intervista rilasciata all’AdnKronos – Si tratta dell’immunoterapia specifica che è in grado, già dopo i primi mesi, di fare acquisire la tolleranza al veleno, proteggendo così i pazienti da ulteriori reazioni allergiche alle punture degli imenotteri”.

 

I consigli degli esperti per proteggersi dalle punture di api e vespe:

1) Se venite punti da un’ape ricordatevi che il pungiglione è seghettato e quindi rimane infisso nella sede della puntura. E’ opportuno estrarlo nel più breve tempo possibile perché questo diminuisce la dose iniettata. Aiutarsi con una punta smussa (anche l’unghia) con un movimento dal basso verso l’alto senza utilizzare pinze o schiacciarlo tra le dita poiché il sacco velenifero alla base del pungiglione potrebbe iniettare ulteriore veleno. Applicare, quindi, ghiaccio;

2) Odori intesi come il profumo, vestiti di colore scuro, movimenti bruschi o rumori secchi quando ci ronzano intorno, attirano questi insetti. Ricordatevi inoltre che i giorni ventosi ci mettono più facilmente a contatto con loro perché vengono abbassati i corridoi di volo;

3) In caso di reazioni locali che durano più di 24 ore e con un diametro superiore a 10 centimetri è consigliabile una visita allergologica per stabilire se si è allergici al veleno di imenotteri. E’ indispensabile la visita allergologica nei centri specializzati per chi ha avuto una reazione sistemica. Ricordatevi che è importante eseguire le prove allergologiche non prima di 3-4 settimane dalla reazione stessa, per evitare false negatività;

4) In caso di shock anafilattico mantenete la calma e allertate immediatamente il 118. Se avete con voi l’adrenalina auto-iniettabile utilizzatela seguendo le prescrizioni del vostro medico. E’ importante comunque, anche se c’è la sensazione di migliorare, allertare il 118 per ricevere la prima assistenza e le cure del caso che verranno proseguite in pronto soccorso.

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