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Il caso

Punto nascita di Pantelleria, Zitelli: «Urge la riapertura»

Il deputato regionale di Fratelli d'Italia ha presentato un'interrogazione al presidente della Regione e all'assessore regionale alla Salute Giovanna Volo

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Un’interrogazione trasmessa al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e all’assessore regionale alla Salute Giovanna Volo per chiedere l’attivazione di un tavolo tecnico finalizzato a scongiurare la chiusura definitiva del punto nascita di Pantelleria.

A firmarla è il parlamentare di Fratelli d’Italia all’Assemblea Regionale Siciliana Giuseppe Zitelli, segretario della Commissione Salute, Servizi Sociali e Sanitari, che sottolinea l’estrema utilità della struttura, «indispensabile non solo per la popolazione residente, ma anche per eventuali interventi di urgenza a beneficio dei turisti che soggiornano nell’isola».

Nel 2019, il punto nascita è stato chiuso, malgrado le indicazioni emanate dal Ministero della Salute. Nello specifico, il Decreto 70/2015 chiedeva alle Regioni di scegliere, in maniera autonoma, i punti nascita da chiudere, specificando che, per quelli contrassegnati da un numero inferiore a cinquecento parti annuali, il mantenimento «è da considerare in base a motivate valutazioni legate alla specificità dei bisogni reali delle varie aree geografiche interessate, con le rilevanti difficoltà di attivazione del servizio di trasporto assistito materno”.

«Il tema del punto nascita a Pantelleria- aggiunge l’onorevole- incrocia quello dell’insularità e dei disagi sperimentati dai territori esposti a un forte rischio di marginalità geografica. Il disagio materiale ed emotivo che le famiglie subiscono nel momento in cui le donne gravide devono raggiungere la terraferma per partorire, abbandonando i parenti, altri figli minori e gli affetti più cari è davvero notevole: occorre pertanto tenerne conto e valutare la riapertura, anche in considerazione dell’ottima performance che il nosocomio pantesco ha garantito, nel tempo, in termini di prestazioni erogate grazie all’organizzazione sanitaria e all’abnegazione del personale».

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