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ASP e Ospedali

L'appello del sindacato dei medici

Punti nascita di Licata e Canicattì, il Cimo: «Sia potenziato il personale»

Il sindacato dei medici lancia un appello ai vertici dell'Asp ed all'assessorato alla Salute.

Tempo di lettura: 2 minuti

AGRIGENTO. «Sia potenziato il personale dei Punti nascita di Licata e Canicattì». È l’appello lanciato dal Cimo Agrigento con una nota (clicca qui) a firma del segretario aziendale Rosetta Vaccaro e rivolta ai vertici dell’Asp e all’assessorato alla Salute.

Il sindacato dei medici sottolinea che «nonostante le reiterate note, nel mese di marzo il punto nascita di Licata è stato aperto senza adeguato personale, assicurando approssimativamente a tutt’oggi le guardie con personale sottratto al bisogno da altre unità operative di ostetricia e di pediatria. Ciò è stato organizzato prevalentemente con il personale del P.O. di Canicattì, in regime di prestazione aggiuntive, con un dispendio economico non indifferente, come si può evincere dalle delibere di liquidazioni e con aggravio di stress al personale».

Dal Cimo aggiungono: «Il ricorso alle prestazioni aggiuntive si utilizza secondo normativa “solo in regime di urgenza” e non per la semplice gestione ordinaria di un reparto. Inoltre il punto nascita di Canicattì è stato classificato di 1° livello e per esso è previsto un adeguamento strutturale, funzionale , tecnologico e in particolare di risorse umane. Bisogna sottolineare che a tutt’oggi, nonostante i vari solleciti alla Direzione Strategica Aziendale, nulla è stato fatto».

Dal sindacato sottolineano: «Nell’UOC di Ostetricia di Canicattì la media annua delle nascite è di 700 individui. Il punto nascita attualmente è sotto organico e la tipologia dei pazienti richiede la presenza di specialisti H24 e più precisamente di un pediatra e di un ginecologo. Inoltre c’è l’esiguo numero di Dirigenti in organico con tali specialità, che debbono altresì sopperire ai turni in prestazione aggiuntive a Licata».

Da qui la richiesta di adeguare le dotazioni organiche sia di Licata che di Canicattì, «per non depauperare le già esigue risorse in un reparto funzionante a regime, con conseguente abbassamento dei livelli di sicurezza, della qualità delle prestazioni ed aumentando il rischio clinico di entrambi i punti nascita».

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