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I dettagli

Urologia, all’ospedale di Marsala innovativa tecnica mini-invasiva

Impiantato il dispositivo iTind Olympus per il trattamento dei pazienti con ostruzione cervico-uretrale causata da ipertrofia prostatica benigna.

Tempo di lettura: 2 minuti

MARSALA. Lo scorso lunedì 20 marzo, presso il reparto di Urologia dell’ospedale di Marsala, è stata eseguita la procedura di impianto del nuovissimo dispositivo iTind Olympus. Si tratta di una procedura, mini-invasiva, per il trattamento dei pazienti con ostruzione cervico-uretrale, dovuta ad ipertrofia prostatica benigna in casi adeguatamente selezionati.

I vantaggi di questa procedura possono così essere riassunti: intervento mini-invasivo in cui non viene eseguita alcuna resezione o demolizione di tessuti; priva delle principali controindicazioni quali il rischio di infertilità, impotenza, dolore e sanguinamento post-operatorio dovute alle procedure che fino ad oggi sono considerate il “gold standard” nel trattamento di tale patologia.

Non è necessario il posizionamento di alcun catetere e, dopo un breve periodo di osservazione, il paziente viene dimesso è può, da subito, tornare alla propria quotidianità (senza tempi di degenza e di guarigione). L’operazione è stata eseguita dal dott. Emanuele Caldarera, direttore dell’unità operativa di urologia dell’Ospedale “Paolo Borsellino” di Marsala, coadiuvato dalla propria equipe chirurgica e con l’ausilio del Dr. Roberto Mariscalco, direttore dello staff di Anestesia.

I vantaggi della procedura di impianto di iTind Olympus, oltre che nei tempi ridotti di esecuzione e degenza, consistono anche nei ridotti sanguinamenti e nella preservazione della funzione sessuale, compresa l’eiaculazione. È una procedura, con ridotti effetti collaterali, utilizzabile anche per intervenire su pazienti non operabili per comorbidità o per pazienti che non tollerano terapie orali assunte cronicamente. Trattandosi di una procedura mini-invasiva, inoltre, l’eventuale ri-esecuzione della procedura in caso di recidiva è un’opzione ben tollerata dai pazienti. «La ricerca di nuovi approcci mini-invasivi- dichiara il dr. Caldarera- è una costante per la nostra U.O.C e ciò è possibile grazie alla vicinanza della nostra direzione strategica che ci dà la possibilità di effettuare queste procedure innovative».

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