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Policlinici Pubbliredazionale

A Palermo

Policlinico “Giaccone”, un terzo “occhio” nella Neurochirurgia

Dall’inaugurazione della Neurorianimazione dello scorso anno, la Neurooncologia ha assistito ad un notevole impulso.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. Dall’inaugurazione della Neurorianimazione dello scorso anno, fortemente voluta dal Prof. Antonello Giarratano, la Neurooncologia della Neurochirurgia Universitaria del Policlinico di Palermo ha assistito ad un notevole impulso e risulta essere ad oggi all’avanguardia nell’innovazione tecnologica e nel trattamento delle patologie oncologiche del sistema nervoso centrale.

«La gestione del paziente con tumore cerebrale- afferma il Prof. Domenico Gerardo Iacopino, direttore della Neurochirurgia Universitaria- è particolarmente complessa e si fonda su un approccio multidisciplinare con una stretta sinergia tra diverse figure professionali, aderendo alle più recenti linee guida nazionali e internazionali, e sull’ausilio delle più moderne tecniche di supporto alla procedura chirurgica:

-l’uso dei più avanzati sistemi di imaging radiologico mediante RMN funzionale che consente, tramite l’integrazione con un neuronavigatore di ultima generazione, di prevedere e programmare in largo anticipo la strada più “sicura” per raggiungere la neoplasia risparmiando il cervello sano;

-il monitoraggio elettrofisiologico intraoperatorio per controllare in tempo reale le aree cerebrali interessate dalla procedura chirurgica e ridurre al minimo i rischi di un deficit neurologico nel post-operatorio;

-la fluorescenza con 5-ALA per identificare tramite filtri appositi applicati al microscopio intraoperatorio dei residui di tumore non altrimenti osservabili ad occhio nudo.

-la tecnologia laser, particolarmente indicata per la chirurgia endoscopica dei ventricoli cerebrali, che consente di operare in un campo chirurgico ristretto risparmiando il tessuto cerebrale sano adiacente, e con un significativo impatto sia sull’emostasi che sulla sterilità durante l’intervento.

L’ultimo ausilio appena introdotto nella routine del planning chirurgico è l’ecografia intraoperatoria. Questa risulta essere una tecnica estremamente sofisticata per l’asportazione di tumori cerebrali che prevede l’utilizzo combinato di sonde sterili dedicate per l’emissione di ultrasuoni e del neuronavigatore cerebrale, consentendo di trattare questo tipo di neoplasie in modo sempre più sicuro e radicale, valutando intra operatoriamente il residuo tumorale (soprattutto nei gliomi) e l’interfaccia con la corteccia cerebrale sana.

L’ecografia intraoperatoria è oggi uno strumento fondamentale anche per lesioni vascolari (angiomi cavernosi e aneurismi) oltre che per valutare la vascolarizzazione arteriosa e venosa di un tumore, mediante studi color-doppler o con l’utilizzo del mezzo di contrasto intravascolare”.

«Si tratta di un significativo cambio di passo nel trattamento di queste neoplasie, che avrà importanti ricadute nella gestione dei pazienti in termini di sicurezza e di sopravvivenza, offrendo un’assistenza per cui non sono più necessari i viaggi della speranza, essendo annullato il gap tecnologico con le Neurochirurgie del Nord Italia», conclude il Prof. Iacopino.

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