Dal palazzo Pubbliredazionale

Il congresso regionale

Palermo, l’appello di pediatri e neonatologi: «Ecco come migliorare l’assistenza»

Le interviste video al prof. Giovanni Corsello e ad Annamaria Staiano, presidente della Società Italiana di Pediatria

Tempo di lettura: 3 minuti

Si è svolto a Palermo, il 15 e 16 settembre, il congresso regionale congiunto di Pediatria e Neonatologia. L’evento, contraddistinto da una faculty di altissimo livello, è stato presieduto dal neoeletto presidente della sezione siciliana della Società Italiana di Pediatria, Domenico Cipolla e dal presidente della sezione siciliana della Società Italiana di Neonatologia Raffaele Falsaperla. Presidenti onorari Nicola Cassata, Giovanni Corsello e Lorenzo Pavone.

Nel corso della due giorni del congresso è stato dato ampio spazio sia a sessioni di neonatologia, con riferimento particolare alle nuove tecnologie neurofisiologiche, sia a sessioni di pediatria con focus sulle nuove terapie e sulla nutrizione nell’ambito delle malattie metaboliche ereditarie, dell’oncoematologia e dell’antibioticoterapia.

L’evento è stato arricchito anche da una tavola rotonda dedicata all’hospice pediatrico in Sicilia e da interessanti letture magistrali sul futuro della pediatria, della gastroenterologia e della neurologia pediatrica, tenute da prestigiosi relatori del calibro di Giovanni Corsello, ordinario di pediatria presso l’Università di Palermo e già presidente della Società Italiana di Pediatria; Annamaria Staiano, attuale presidente della SIP; Claudio Romano, ordinario di gastroenterologia e direttore dell’Unità Operativa di Gastroenterologia al Policlinico di Messina e Martino Ruggieri, pediatra e responsabile del centro per le neurofibromatosi di Catania.

Spazio anche a interessanti sezioni di comunicazioni orali e posters che hanno consentito, in particolare ai giovani ricercatori siciliani, di presentare i loro importanti contributi, con l’assegnazione di premi e riconoscimenti.

«Questo evento coincide con i 125 anni di storia della SIP- ricorda il professore Giovanni Corsello– Una storia che racconta l’evoluzione di una disciplina nata quando ancora i bambini erano gestiti da filantropi o da realtà che si occupavano di minori abbandonati, comunque non da personale medico. Nasce proprio per questo la pediatria, per garantire ai bambini il diritto a cure specialistiche e non solo. La Società Italiana di Pediatria ha da sempre avuto come mission anche scopi sociali, come quello di ridurre la malnutrizione e diffondere la cultura della prevenzione, in particolare in un contesto storico, quello dei primi del ‘900, dove la mortalità infantile era ancora elevatissima».

«Oggi- prosegue il professore Corsello- i bambini con patologie croniche e complesse hanno bisogno di una attività di rete, capace di mettere insieme la pediatria di famiglia, la pediatria ospedaliera e la pediatria universitaria. Esistono evidenze scientifiche che dimostrano l’importanza di approcci pediatrici che mettano insieme competenze generalistiche e specialistiche. L’obiettivo del congresso è proprio quello di migliorare l’efficacia di questi percorsi. Assistiamo negli ultimi anni ad un’amplificazione dei rischi di contagio di germi e virus respiratori e gastrointestinali durante tutto l’anno, e non solo nei periodi invernali come accadeva prima. Il contesto è cambiato, quindi dobbiamo fare rete per garantire livelli di assistenza più elevati e integrati».

«Il numero dei pediatri oggi è insufficiente- conclude Corsello- in particolare nella pediatria del territorio, ma anche la pediatria ospedaliera, non è stato garantito un buon turn over, ed anche se per il futuro, dato il buon numero di specializzandi, abbiamo buone speranza, oggi noi pediatri abbiamo il compito di colmare questo gap, lavorando meglio in rete per fra fronte anche a questa carenza».

«Stiamo vivendo tante criticità, problemi etici, sociali e anche sanitari- afferma la presidente della Società Italiana di Pediatria Annamaria Staiano. – Pensiamo alla denatalità, alla delinquenza minorile e l’aumentata mortalità infantile nel sud o alla costante migrazione da sud al nord per una migliore assistenza pediatrica. Oggi siamo fiduciosi perché con il Ministero della Salute stiamo lavorando alla riorganizzazione del decreto 70 del 1977 e stiamo mettendo sul tavolo proposte su come migliorare l’integrazione territorio- ospedale per una migliore salute dei bambini».

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