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Ospedali Cervello, Civico e dei Bambini in sinergia: salvata neonata con stenosi nasale

PALERMO. Una neonata di appena un mese di vita presentava una rara patologia malformativa del naso, consistente nella stenosi delle cavità nasali, cioè nella loro mancata apertura durante lo sviluppo endouterino prenatale. Il suo stato di salute era gravemente compromesso sia per il severo disagio respiratorio che per l’impossibilità di alimentarsi per via naturale. Grazie […]

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. Una neonata di appena un mese di vita presentava una rara patologia malformativa del naso, consistente nella stenosi delle cavità nasali, cioè nella loro mancata apertura durante lo sviluppo endouterino prenatale.

Il suo stato di salute era gravemente compromesso sia per il severo disagio respiratorio che per l’impossibilità di alimentarsi per via naturale.

Grazie alla collaborazione tra l’unità di Neonatalogia dell’Ospedale Cervello, diretta all’epoca dell’intervento da Vincenzo Duca, dove la bambina era ricoverata e alimentata con sondino naso gastrico, la divisone ORL dell’Ospedale Civico diretta da Vincenzo Immordino e il servizio di ORL pediatrica dell’Ospedale dei Bambini “Di Cristina”, responsabile Vittorio Messina, è stato effettuato un periodo di analisi e studio del caso al fine di individuare una strategia chirurgica idonea alla risoluzione della patologia ma che tenesse conto anche degli elevati rischi connessi all’età neonatale.

L’equipe chirurgica dell’Ospedale Civico, composta da Claudio Sbacchi e Vittorio Messina, con l’assistenza anestesiologica di Roberto Pollicino e tecnica di Salvatore Gargano, è quindi riuscita nell’obiettivo di ricanalizzare le cavità nasali, adottando una innovativa metodica di dilatazione pneumatica mediante balloon in endoscopia nasale, con pronta ripresa della funzione respiratoria e dell’alimentazione per le vie naturali della neonata.

L’intervento rappresenta l’ennesima testimonianza concreta della elevata specializzazione della medicina pediatrica palermitana e della capacità di risolvere casi clinici complessi sul territorio senza ricorrente a struttura ospedaliere di altre Regioni.

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