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Le dipendenze patologiche? L’Asp di Ragusa: «Ecco come possono essere curate»

Dr. Giuseppe Mustile (Unità Operativa Complessa Dipendenze Patologiche dell’Asp di Ragusa) Chi ha un problema di dipendenza (da gioco d’azzardo, da cocaina da tabacco, da alcol) sa cosa significa combattere tutti i giorni con un “mostro dentro” che ti toglie la vita, la speranza la possibilità di un futuro. Le persone che ne sono affette […]

Tempo di lettura: 3 minuti

Dr. Giuseppe Mustile
(Unità Operativa Complessa Dipendenze Patologiche dell’Asp di Ragusa)

Chi ha un problema di dipendenza (da gioco d’azzardo, da cocaina da tabacco, da alcol) sa cosa significa combattere tutti i giorni con un “mostro dentro” che ti toglie la vita, la speranza la possibilità di un futuro.

Le persone che ne sono affette sono in Italia sempre di più e non sono ormai quelle “sporche, brutte e cattive” degli anni eroici dell’eroinopatia.

Sempre di più le persone dipendenti sono persone inserite in un contesto sociale e familiare dignitoso, lavorano e spesso sono indistinguibili dalle altre fino a quando non travalicano un limite che li spinge a perdere tutto e a saltare le regole della vita.

La dipendenza è un “cancro” a tutti gli effetti e chi ne è affetto ne è consapevole soprattutto nelle fasi più avanzate, solo che non può fare quello che avrebbe voglia di fare: smettere di fare uso.

Ferme restando queste premesse, come sistema dei servizi (SerD servizi per le dipendenze) ci siamo chiesti se era possibile dare risposte diversificate e moderne al problema principale di ogni dipendenza:

IL DESIDERIO PATOLOGICO DI RIPETERE L’ATTO, ovvero il Craving.

Verso questo sintomo infausto della dipendenza non ci sono farmaci che possono combatterlo efficacemente (soprattutto per il gioco d’azzardo e per la cocaina ed il tabagismo) e pertanto anche le persone motivate si trovano impulsivamente a ricadere nel gesto o nel consumo senza che neanche possano opporre resistenza.

La contiguità con l’oggetto del desiderio svolge un richiamo così fortemente seduttivo che qualsiasi attività farmacologica o psicoterapeutica spesso non riesce a sortire un effetto significativo e duraturo.

Per questo motivi abbiamo messo in atto un trattamento innovativo che sta dando dei risultati molto incoraggianti che si chiama TMS ovvero stimolazione magnetica transcranica e che si usa nel mondo da tanti anni.

In Sicilia siamo il primo servizio pubblico ad avere tutte le condizioni per iniziare questo trattamento che abbatte il craving verso le dipendenze e che è praticamente innocuo se fatto bene e se l’arruolamento dei pazienti viene fatto nel modo corretto.

Abbiamo cominciato a maggio e i dati del primo gruppo di 6 pazienti cocainomani che stanno completando il trattamento (anche se si si tratta di numeri piccoli) ci dicono che il craving si è ridotto in tutti dal 70% al 80% determinando un circolo virtuoso che mette la persona dipendente nelle condizioni di respirare un po’ ed aderire alle terapie integrate del proprio piano terapeutico senza l’assillo del consumo.

Nessun paziente siciliano se vuole da oggi dovrà partire per le mete sanitarie del Nord Italia per fare questo trattamento molto costoso che l’ASP di Ragusa attraverso il SerT offre gratuitamente.

Inoltre l’Assessore siciliano alla salute Ruggero Razza ha “sposato” il progetto Brain Stimulation Sicilia che consentirà in un prossimo futuro di avere uno stimolatore in tutte le 9 ASP siciliane e nei tre Policlinici Universitari in modo da creare un network regionale sulla TMS che sarà il primo in Europa.

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