Dal palazzo Pubbliredazionale

Il 3 marzo

Giornata mondiale dell’udito, l’approfondimento con l’otorinolaringoiatra Vincenzo Immordino

Ha diretto una serie di Unità Operative di Otorinolanringoiatria di Ospedali e Aziende Ospedaliere siciliane ed ora è il responsabile dell’U.O.C. dell’Arnas Civico di Palermo.

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Il 3 marzo di ogni anno si celebra nel mondo il World Hearing Day, istituita per richiamare l’attenzione dei governi mondiali sull’importanza della cura dell’udito. «La celebrazione della Giornata mondiale certamente aiuta i rappresentanti delle Istituzioni, i medici di base, gli specialisti ORL, gli universitari e gli operatori sanitari (audioprotesisti e logopedisti) nell’attività di sensibilizzazione per il controllo dell’udito» spiega il Dottore Vincenzo Immordino.

Ha diretto una serie di Unità Operative di Otorinolanringoiatria di Ospedali e Aziende Ospedaliere siciliane e collaborato in qualità di consulente con molte altre. Ora è il responsabile dell’U.O.C. dell’Arnas Civico di Palermo. Inoltre ha collaborato attivamente con i primari delle UU.OO. di ORL della Regione. È considerato dai giovani otorinolaringoiatri come un riferimento nel contesto della medicina ed un mentore nell’ambito della specialità ORL.

Dottore Immordino, come si potrebbe dimensionare una patologia come la sordità che coinvolge migliaia di persone, in Italia e nello specifico nella Regione Sicilia?
«Secondo i dati dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) oltre il 6.1% della popolazione mondiale, circa 466 milioni di persone, ha una riduzione dell’udito che incide sulla qualità della vita e si stima che entro il 2050 oltre 900 milioni di persone (ovvero 1 su 10) avrà una perdita uditiva disabilitante. La metà di tutti i casi di ipoacusia può però essere prevenuta, attraverso misure di sanità pubblica. In Italia si stima che sono 7 milioni le persone con problemi di udito, corrispondenti all’12,1% della popolazione. Nel nostro Paese l’ipoacusia riguarda una persona su tre (tra gli over 65). I dati sono molto chiari : il 31% della popolazione ha effettuato un controllo dell’udito negli ultimi 5 anni, mentre il 54% non l’ha mai fatto. La Regione Sicilia si allinea a questi dati».

Come possono le strutture ospedaliere della Regione Sicilia supportare la popolazione siciliana ?
«In tutta la Sicilia si può fare bene. La realtà sanitaria siciliana nel complesso gode di buona salute: i cittadini possono ricevere consulti da bravissimi specialistici presso le strutture ambulatoriali territoriali, mentre le realtà ORL degli ospedali e dei policlinici universitari, diretti da eccellenti specialisti in ambito ORL, sono in grado di accogliere i pazienti e fornire una consulenza adeguata. In funzione dello stato della patologia uditiva il paziente sarà indirizzato alla struttura di competenza. Rileggendo i dati forniti dall’OMS, invito tutti i cittadini a sottoporsi ad una visita preventiva se manifestano problemi di udito».

In che modo può essere descritta la qualità della vita di coloro che soffrono di patologie dell’udito?
«Mi piace usare un luogo comune: la cecità allontana dagli oggetti, la sordità allontana dalle persone. La sordità isola l’individuo, e produce limitazioni di più genere: relazionali e pratiche. Le attività più semplici che svolgiamo nella nostra vita quotidiana, come guidare, dialogare con un collega, seguire un film, ascoltare musica, possono costituire un ostacolo per coloro che non sentono bene».

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