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Policlinici Pubbliredazionale

"UOC" di Otorinolaringoiatria

Calcoli salivari, al Policlinico “Giaccone” il trattamento per via endoscopica

La scialoendoscopia è una metodica, sviluppata a Ginevra, per esplorare il sistema dei dotti salivari alla ricerca di una causa di ostruzione con ottiche miniaturizzate.

Tempo di lettura: 2 minuti

Dopo il picco dell’emergenza Covid anche in Sicilia riparte l’attività del Centro di eccellenza regionale del Policlinico di Palermo per il trattamento delle patologie ostruttive delle ghiandole salivari per via endoscopica. I calcoli salivari rappresentano una patologia più frequente di quanto si pensi, interessando circa l’1,2% della popolazione generale, ed è più frequente negli uomini (con un picco di incidenza tra i 30 ed i 60 anni).

Tali calcoli si formano nelle ghiandole salivari maggiori (circa l’80% nella ghiandola sottomandibolare e, meno frequentemente, nella ghiandola parotide) ed impediscono la normale fuoriuscita della saliva. La “colica salivare” ovvero una tumefazione dolorosa della regione sottomandibolare o parotidea è provocata da alcuni cibi e provoca grande disagio sociale, oltreché fisico, al paziente. La scialoendoscopia è una metodica, sviluppata a Ginevra, per esplorare il sistema dei dotti salivari alla ricerca di una causa di ostruzione con ottiche miniaturizzate (meno di 1 mm) per il trattamento dei calcoli dei dotti salivari (c.d. scialolitiasi) o delle infiammazioni croniche di tali dotti salivari (c.d. scialoadeniti croniche ostruttive).

Una microscopica fibra ottica è posizionata nella bocca del paziente e, attraverso il dotto di Stenone ed il dotto di Wharton, arriva fino ai confini più profondi delle ghiandole senza tagli sul volto e può essere condotta sia in anestesia locale che generale. La procedura viene svolta con una continua irrigazione del dotto con soluzione fisiologica al fine di mantenere aperto il lume del dotto e, quindi, consentirne lo studio.

La visualizzazione diretta dei dotti ghiandolari può permettere l’identificazione della causa della sintomatologia clinica e, nel caso di evidenza di calcolo salivare con caratteristiche di forma, dimensioni e localizzazione che lo rendano aggredibile mediante tecnica endoscopica, si può procedere con la sua rimozione endo-guidata mediante particolari cestelli, o, se di dimensioni elevate, mediante frammentazione laser o con micropinze.

Proprio in questi giorni, presso l’U.O.C. di Otorinolaringoiatria del Policlinico di Palermo, diretta dal prof. Salvatore Gallina, il dott. Francesco Lorusso ha eseguito i primi due interventi, dell’era post Covid, uno per la rimozione di un calcolo endoluminale della ghiandola sottomandibolare e l’altro per una scialoadenite ostruttiva purulenta sottomandibolare .

Come ci racconta il dott. Lorusso, ogni anno presso il Policlinico di Palermo vengono eseguiti numerosi interventi con questa tecnica che permette di evitare l’asportazione della ghiandola evitando quindi cicatrici cutanee e rischi legati ai classici interventi di scialoadenectomia quali lesioni del nervo facciale o dei suoi rami.

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