ASP e Ospedali Pubbliredazionale

L'intervista

Asp di Messina, Alagna: «Novità su assunzioni, infrastrutture del Pnrr e digitalizzazione dei servizi»

Il commissario straordinario dell'azienda sanitaria provinciale fa il punto sui progetti definiti e quelli in cantiere.

Tempo di lettura: 7 minuti

La rimodulazione di Hub e drive-in vaccinali, il potenziamento del personale e delle infrastrutture e la digitalizzazione dei servizi. Sono alcuni dei temi affrontati da Bernardo Alagna (nella foto), commissario straordinario dell’Asp di Messina.

Avete previsto ulteriori rimodulazioni dei centri vaccinali?
«Insieme al Commissario Firenze abbiamo già fatto una rimodulazione e ci siamo organizzati chiudendo: Santa Teresa di Riva, Letojanni, Capo D’Orlando, Brolo, Patti. Sono rimasti aperti meno della metà degli Hub che c’erano prima. Sono rimasti l’Hub in Fiera, quello del parco commerciale di Tremestieri e anche il Parco Corolla a Milazzo continua ad operare come centro vaccinale. La Fiera durerà fino al 30 aprile, poi dovremo valutare se sarà necessario spostarsi verso i centri vaccinali aziendali. Ciò dipende dalla richiesta che ci sarà e comunque anche dalla possibilità di dover fare una eventuale quarta dose di vaccino anti-Covid. Attualmente si discute di fare in autunno un’altra dose di vaccino che contenga un aggiornamento nei confronti di Omicron 2 e delle varianti che si sono prodotte in questo periodo».

Drive-in e vaccini si trovano nelle stesse location?
«No, noi abbiamo separato i drive-in dai centri vaccinali, sono contigui solo quelli della Fiera con il drive-in del Gasometro che funziona su prenotazione ed è strategicamente importante, perché è quello costituito nella vicinanza dello sbarco dei traghetti che collegano la Calabria con la Sicilia. Questa struttura è stata creata proprio per fungere da filtro in cui fare i tamponi ai soggetti in arrivo quando c’era l’obbligo dei tamponi, del green pass o quando ci sono state le chiusure temporanee dell’isola, in questo modo abbiamo intercettato i positivi all’arrivo dal continente. Poi ci sono i centri per fare i tamponi a Giostra e a San Filippo. Inoltre, qualche settimana fa abbiamo deciso di lasciare aperto solo il centro vaccinale ospedaliero del Policlinico “G. Martino” per pazienti fragili, immunodepressi e allergici».

In merito all’andamento generale del Coronavirus come vi siete organizzati?
«Noi pensiamo di aprire piano piano il Covid Hospital di Barcellona Pozzo di Gotto. I contagi non hanno prodotto un grande rialzo dei ricoveri ospedalieri, però, recentemente abbiamo avuto ad esempio dei cluster all’interno di due case di riposo, che hanno rialzato la curva dei ricoveri anche nel Covid Hospital di Barcellona, perché comunque è un ospedale che ricovera pazienti ad intensità di malattia medio-bassa, però è servito parecchio, e qui nei giorni scorsi c’erano ancora i 63 posti disponibili».

Strutture Covid e assunzioni, come vi siete organizzati?
«Abbiamo organizzato tutto sulla base dell’atto di indirizzo dell’assessorato regionale alla Salute. Stiamo valutando analiticamente le risorse interne in azienda per capire quali figure confermare senza riduzione di orario, perché l’azienda in questo momento non ha ancora attivato le procedure per il reclutamento all’esterno. Possiamo anche prorogare il servizio fino ai termini indicati nella circolare per il personale che abbiamo in azienda per  medici, infermieri o altri soggetti, anche amministrativi, che sono previsti con un numero di ore ridotto, in base all’andamento della pandemia. Potremmo ridurre qualche Usca scolastica in previsione della chiusura dell’anno scolastico. Ovviamente, rispetto al passato, in qualche centro vaccinale avremo bisogno di utilizzare meno personale perché è riconfluito in altro centro vaccinale, tutto questo sarà oggetto di valutazione e rimodulazione».

Voi avete qualche problema a reperire il personale, in particolare gli anestesisti…
«Abbiamo il problema della carenza di alcune figure che sono prettamente ospedaliere e hanno impattato sulla gestione del Covid, soprattutto delle terapie intensive perché praticamente non abbiamo potuto trasformare alcuni reparti in terapie intensive Covid proprio a causa della carenza di queste figure. Ad esempio, il Covid Hospital di Barcellona non ha mai avuto la possibilità di ricoverare pazienti ad alta intensità, con broncopolmoniti gravi o con insufficienze respiratorie gravi, proprio per carenze di anestesisti. Pertanto ha dovuto fungere da degenza ordinaria media, ciò ha in parte impattato sulla nostra zona, ma anche la medicina del territorio con il Dipartimento di Prevenzione che quando sono arrivato non era certamente al massimo della sua capacità potenziale, ma è stato aiutato con il reclutamento di altre figure esterne che ci sono servite tantissimo. Stiamo cercando di rinforzare l’organico del Dipartimento di Prevenzione in maniera strutturale e definitiva, infatti, il messaggio che la pandemia ha lasciato a tutti è la necessità di riorganizzare la medicina territoriale e questo lo stiamo facendo, ma abbiamo ancora bisogno per un periodo di proroga per queste figure».

Avete incrementato la digitalizzazione dell’azienda e ultimamente è stato lanciato il ticket di esenzione per reddito online…
«Sì, stiamo lavorando anche sulla procedura di cambio medico sempre online, abbiamo già realizzato questo passaggio, cioè quello di dare la possibilità ai cittadini di fare il cambio del medico e del pediatra on line usando lo Speed o Cie, ma stiamo lavorando anche su un App con cui si eviti l’uso dello Speed. Questa è una delle criticità più grandi che ho trovato quando sono arrivato in questa azienda, con un’anagrafe sanitaria che non sempre è stata puntuale e aggiornata. Inoltre abbiamo avuto anche il problema dei numerosi pensionamenti di medici massimalisti, in città circa dieci medici di base sono andati in pensione contemporaneamente per cui abbiamo avuto tra le 15.000 e le 20.000 persone che improvvisamente dovevano cambiare medico tutte insieme. Con il Covid sono stati chiusi alcuni centri di assistenza per il cambio medico e tutto ciò ha portato all’intasamento. Adesso anche grazie alla digitalizzazione vogliamo snellire questa procedura affidandola pure alle farmacie e ai Caf, in modo da aiutare il cittadino che ha qualche difficoltà con l’utilizzo dei sistemi informatici. È una “macchina” che si deve muovere molto più velocemente verso l’aspetto della digitalizzazione, ho trovato un’azienda abbastanza arretrata da questo punto di vista, per cui noi siamo solo all’inizio e mi auguro di avere un potenziamento sia all’interno degli ospedali sia nel territorio».

Avete chiuso la sede di via del Vespro per rendere la struttura antisismica e i locali sono stati spostati all’ex Mandalari, cosa succederà dopo?
«Purtroppo abbiamo una serie di lavori da fare che ci hanno impedito di continuare a mantenere la sede di via del Vespro. Capisco che per alcuni questo spostamento ha comportato disagi e mi dispiace, anche perché bisogna raggiungere una sede che è meno attrezzata dal punto di vista dei trasporti, però purtroppo è necessario adeguare l’edificio alle normative antisismiche spostando momentaneamente gli uffici a Giostra, ma abbiamo previsto un rientro di queste funzioni presso il presidio centrale di via del Vespro nel più breve tempo possibile».

Quali sono i vostri obiettivi nell’immediato futuro?
«Abbiamo lavorato molto bene con gli uffici interni del Patrimonio per l’individuazione degli obiettivi per il PNRR, abbiamo fatto tutto velocemente e bene, infatti, tutte le nostre schede sono state approvate dall’assessorato regionale alla Salute, sia per gli ospedali di comunità sia per le centrali operative territoriali. Stiamo lavorando parecchio sulla possibilità di finire e migliorare anche la rete ospedaliere attraverso l’adeguamento sismico delle strutture antecedenti al 1984. Sono stati recentemente approvati dei finanziamenti da parte della Protezione Civile che premia la progettualità messa in campo dall’Asp di Messina per procedere all’adeguamento antisismico di diversi presidi ospedalieri della provincia da Mistretta a Taormina. Abbiamo anche dei lavori che stanno iniziando sui posti letto sub intensiva presso l’ospedale di Lipari con la possibilità finalmente di avere una fornitura di gas medicali centralizzata attraverso dei silux e non più con le bombole che è chiaramente un sistema precario di fornitura dei gas medicali all’interno delle stanze di degenza e della terapia intensiva».

Contribuisci alla notizia
Invia una foto o un video
Scrivi alla redazione




    1

    Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)


    Informativa sul trattamento dei dati personali

    Con la presente informativa sul trattamento dei dati personali, redatta ai sensi del Regolamento UE 679/2016, InSanitas, in qualità di autonomo titolare del trattamento, La informa che tratterà i dati personali da Lei forniti unicamente per rispondere al messaggio da Lei inviato. La informiamo che può trovare ogni altra ulteriore informazione relativa al trattamento dei Suoi dati nella Privacy Policy del presente sito web.

    Contenuti sponsorizzati

    Leggi anche