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ASP e Ospedali Pubbliredazionale

Prevenzione

Asp di Messina, al via il progetto ”Social Radio Camelot”

Si tratta di una delle iniziative del Centro Diurno Camelot.

Tempo di lettura: 7 minuti

Il Centro Diurno Camelot, Dirigente Responsabile Dott. Matteo Allone, è un unicum funzionale e strutturale dell‘Asp di Messina.  Si è posto all’attenzione della comunità sociosanitaria regionale con un grado elevato di soddisfazione di qualità percepita da parte di utenti, familiari ed operatori, grazie al clima, alla cultura ed al funzionamento organizzativo, come attestato dai numerosi riconoscimenti pubblici.

Da marzo del 2017, Camelot ha accorpato il Centro Diurno Templari ed oggi è l’unico Centro Diurno di Messina. Nel 2019, quindi prima del lockdown, contava 103 utenti, 8.080 accessi totali, con una media di 30 utenti giornalieri.

Il percorso riabilitativo, focalizzato sui disturbi schizofrenici, depressivi, bipolari e i gravi della personalità che si caratterizzano per la complessità e la variabilità della espressione psicopatologica, ha come previsti punti qualificanti:

• L’attenzione prioritaria agli interventi nelle situazioni di esordio (grazie alla collaborazione con il vicino servizio di Neuropsichiatria per l’Infanzia e L’Adolescenza nella Cittadella Sanitaria “Lorenzo Mandalari”)
• L’estrema attenzione al lavoro con le famiglie
• La facilità di accesso al servizio “Centro Aperto” e la continuità delle cure con differenti livelli di intensità (bassa, media, alta)
• L’adozione di pratiche per raggiungere il maggior livello di autonomia personale e sociale tramite attività di risocializzazione, espressive motorie e pratico manuali.

Il Centro Camelot ha sviluppato negli anni una sempre maggiore attenzione alle situazioni d’esordio, favorendo l’accesso dei pazienti giovani con disturbi psichici e stati mentali a rischio, attraverso una modalità di coinvolgimento incentrata sulle naturali capacità creative, ed attraverso interventi psicoterapici e psicoeducativi che nonostante le evidenti necessità, sporadicamente vengono erogate nei servizi.

L’equipe multidisciplinare– costituita da psichiatra, psicologo, tecnico della riabilitazione psichiatrica e psicosociale, assistente sociale, infermiere- consente con la disponibilità di ampi locali, laboratori artistici e un’attrezzatura audio-video multimediale, di realizzare gli interventi coordinati ed integrati che consentono al paziente ed ai suoi familiari di interagire con l’equipe, con risparmio di tempo e maggiore efficacia, soprattutto nel treatment gap della schizofrenia e nel recupero psicosociale.

L’intervento multidisciplinare si è dimostrato un punto di forza del Centro, soprattutto per quanto riguarda i Disturbi Gravi di Personalità del Cluster B del D.S.M. V, o gruppo dell’Impulsività, che si manifestano con prevalente criticità nelle relazioni interpersonali e nel funzionamento globale, determinando una significativa riduzione della capacità di adattamento sociale, soprattutto se in comorbidità con Disturbi dell’Umore, Disturbi da Uso di Sostanze, Disturbi dell’Alimentazione.

Il Centro ha realizzato contenitori per i familiari soprattutto per i pazienti con disturbi all’esordio: colloqui con i familiari, gruppi di familiari, psicoterapia familiare ed interventi psicoeducativi. Previsti pure interventi riabilitativi e psicoeducativi di supporto al lavoro ed allo studio a bassa intensità, basati sulle evidenze, nei pazienti all’esordio (disturbi dell’umore e gravi disturbi della personalità).

Il Centro è aperto al pubblico dal Lunedi al Giovedi dalle 8 alle 18, il Venerdi ed il Sabato dalle 8 alle 14. In seguito al lockdown, si è rimodulato l’orario dal lunedi al Sabato dalle 7.30 alle 15.30.

Operatori del Centro Diurno-Aperto “Camelot”:
1. Allone Matteo: Dirigente Psichiatra Responsabile
2. Rizzo Elisabetta: Dirigente Psicologo
3. Gitto Concettina : Assistente Sociale
4. Mavilia Graziella: Tecnico della Riabilitazione, Psichiatrica e Psicosociale
5. Crea Silvia :Tecnico della Riabilitazione, Psichiatrica e Psicosociale Part Time)
6. Longo Elia Antonino: Infermiere Professionale
7. Guerrini Elena: Infermiere Professionale
8. Indovino Vincenza: Infermiera Professionale
9. Lanzo Caterina: Ausiliaria
10. Rinaldi Gaetano: Ausiliario

A Camelot, si offre l’opportunità a ciascun utente di scegliere la forma espressiva privilegiata, ma anche come prescrive Jung di esprimere verbalmente quanto l’immagine ha attivato sul piano emozionale, integrando gli opposti psichici e fornendo alla coscienza una visione meno scissa dei problemi individuali e collettivi.

Nella sala “Tra fantasia e realtà” si svolgono con un programma settimanale le l’attività dell’ascolto musicale profondo, del movimento creativo, il laboratorio “Le forme della terra”, i gruppi di crescita personale e gruppale “Alchimia delle parole” e “Game of Words”. Vi partecipano utenti ed operatori con la finalità di dare espressione simbolica alla vita emotiva. Camelot, è spazio e tempo per l’attività teatrale e lo psicodramma. Un teatro della mente, laddove i personaggi e le scene, oltre che da un testo scritto da un autore, si formano nel gruppo, attraverso una continuità di senso, che traccia il limite dell’incontro e della differenza.

Nella sala di psicoanimazione “Il Trionfo dei cavalieri”, si svolgono gli incontri di cinematerapia, ove attraverso l’aiuto del gruppo, si lavora sulla trasformazione delle difficoltà e del dolore per creare bellezza. Camelot è uno spazio potenziale, un luogo work in progress, uno spazio transizionale, uno spazio di realtà condivisa, uno spazio di gioco volto alla riattivazione degli originari impulsi creativi.

Sin dall’inizio lo si è immaginato e concepito come uno spazio aperto senza confini, un luogo di incontro, una piazza, un luogo di eventi culturali: mostre, tavole rotonde interdisciplinari. È possibile incontrare pazienti, artisti, amici, volontari, tirocinanti, visitatori, studenti, mentre si allestiscono scene, si danza, si legge, si gioca, si dipinge, si scolpisce, ma anche si compilano cartelle e schede di produttività e statistica e di valutazione dell’efficacia e dell’efficienza. Il nostro inevitabile tributo per esistere all’interno del Sistema Sanitario Nazionale. Ed è straordinario osservare lo slittamento dei ruoli e l’atmosfera di condivisione.

Camelot, è in sinergia con Enti, Università, Associazioni no profit, volontari, nello sviluppare programmi di rete psicosociale, che fanno della struttura un riconosciuto spazio culturale aperto al territorio. Grazie a queste sinergie verranno valorizzate e recuperate le aree verdi delle Cittadella Sanitaria adiacenti al Centro: permacultura, compostaggio e Hortocultural therapy.

A Camelot è allestita la mostra permanente delle opere di Gaetano Chiarenza, riconosciuto artista della outsider-art, ed è’ in corso un progetto di recupero delle cartelle cliniche di 100 anni di realtà psichiatrica in sinergia con L’Università Facoltà di Scienze Sociali. Un ricupero della memoria, quanto mai necessaria al fine di evitare ricorsi storici.

Parafrasando Hillman, si può dire che di tutte le colpe della psichiatria, la più mortale è stata la sua indifferenza per la bellezza. Chiunque sia mai stato in un Ospedale Psichiatrico, anche solo per una semplice indifferente visita, è stato colpito dalla bruttezza dei padiglioni, dei corpi, dal disgusto della vista e degli odori. Brutto, nel suo significato originario vuol dire sporco. In inglese, l’etimo si riferisce all’area semantica di ciò che è spaventoso, che fa paura, qualcosa che atterrisce perché legato all’esperienza del dolore, della pena, dell’angoscia.

Ciascuna vita, prima di diventare una storia, si offriva alla vista come sequenza di immagini. Sono queste, più di ogni altra cosa che, hanno creato quella sensibilizzazione collettiva che ha reso possibile la chiusura dei manicomi.

Angoscia, delirio, tristezza, rabbia, passione, sono soltanto il risultato di una danza di molecole? Sono i materiali su cui dobbiamo confezionare il prodotto salute? Non sono domande metafisiche. Da come si risponde dipende il modo in cui una società civile struttura i suoi servizi sanitari, ed il grado di recupero di una dimensione etica ed estetica.

Per non dimenticare con il Progetto Carte da Legare e con la Soprintendenza Archivistica della Sicilia, si è realizzato il 1° Lotto dell’Archivio dell’Ospedale Psichiatrico “Lorenzo Mandalari” con l’inventario della documentazione relativa al periodo 1888-1962.

«L’intenzione di non ridurre l’uomo alla semplice materialità ha motivato la nostra sensibilità alla seduzione artistica. Ed il nostro impegno a realizzare il Centro Diurno “Camelot” con il fine di coniugare e non contrapporre i criteri cui deve riferirsi una logica manageriale. Ci rendiamo conto che il Centro Camelot, non ha analoghi, ma forse per questo è una realtà operativa che va supportata e difesa perché risponde alle nuove sfide che la psicopatologia del tempo propone».

In tale direzione l’ultima sfida: la realizzazione di una postazione Radio Web in sinergia con L’Unità Operativa Educazione e Promozione dalla Salute Aziendale che è stata deliberata dalla Dirigenza Aziendale il 3.2.2021 , n.323/DG, facendo seguito al progetto di prevenzione del 4.05.2014 approvato dalla DG 04.07.2017 ed alla delibera n.786/CS del 27 Marzo 2019 avente per oggetto: “Rimodulazione progetto obiettivo PSN 2014- linea 4.5.1.

Il Progetto”Social Radio Camelot” mira alla realizzazione di un palinsesto volto alla implementazione delle life skills per la prevenzione dell’abuso di sostanze e del disagio psichico e sociale nella popolazione giovanile, criticità aggravata dall’emergenza covid che ha slatentizzato quadri psicopatologici in soggetti vulnerabili.

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