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Pubblicato il Decreto Rilancio: niente bonus per il personale sanitario. Più borse di studio

20 Maggio 2020

L'art. 10 della bozza prevedeva che le regioni avrebbero potuto incrementare, in deroga alla normativa vigente, i fondi della contrattazione integrativa per riconoscere al personale sanitario un premio di 1.000 euro

 

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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto rilancio (scaricalo qui). Il testo definitivo porta alcune importanti modifiche in tema di sanità rispetto alla bozza resa nota negli scorsi giorni. Fra queste la più rilevante è che è stato cancellato il contenuto del “vecchio” articolo 10 che prevedeva il bonus di 1000 euro per i lavoratori della sanità direttamente impegnati nell’emergenza Covid (leggi qui). La notizia era circolata nei giorni scorsi, poi smentita, ma ora non c’è più alcun dubbio. Il contenuto del vecchio articolo 10 è scomparso, salta così il bonus di 1000 euro per medici, infermieri e operatori sanitari. L’art. 10 inserito nella bozza del Decreto Rilancio prevedeva per il 2020 che le regioni e le province autonome avrebbero potuto incrementare, in deroga alla normativa vigente in materia di spesa di personale, nei limiti delle risorse disponibili e fermo restando l’equilibrio economico del sistema sanitario, i fondi della contrattazione integrativa per riconoscere al personale sanitario, dipendente dalle aziende e dagli enti del Servizio sanitario nazionale, direttamente impiegato nelle attività di contrasto al COVID-19, un premio di importo non superiore a 1.000 euro al lordo dei contributi previdenziali ed assistenziali e degli oneri fiscali a carico del dipendente. In realtà alcune regioni, fra cui la Sicilia, hanno già provveduto autonomamente al riconoscimento di un bonus di pari importo (leggi qui). D’altro canto sono molte le regioni che non hanno disposto nulla in tal senso ed, anche per quelle che si erano già attivate, ci si chiedeva se il bonus previsto dalla regione poteva cumularsi con quello che sarebbe arrivato i attuazione del decreto rilancio o se, al contrario, i fondi di cui all’ex art 10 sarebbero serviti alle regioni per finanziare i loro bonus. Interrogativo che ormai, alla luce della versione definitiva del decreto, non ha più ragion d’essere.

Non solo cattive notizie, nella versione definitiva del decreto c’è anche qualche passo avanti, ad esempio l’ulteriore incremento per le borse di studio per specializzandi: rispetto alla bozza circolata nei giorni scorsi, l’incremento delle borse di studio per gli specializzandi per ciascuno degli anni 2020 e 2021 è di 105 milioni di euro e non più di 95 milioni compre previsto. Sale  invece di 109,2 milioni lo stanziamento per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024 rispetto ai 98,8 milioni previsti dalla bozza mentre sono state inserire misure specifiche per le cure palliative, assenti nelle versioni precedenti del decreto.

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