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Policlinici

Obesità

Pubblicato dall’International Journal of Obesity lo studio sulla grelina della Fondazione Morgagni di Catania

L’obiettivo della ricerca è fare emergere i meccanismi infiammatori che incidono sul tasso di mortalità degli obesi. Lanciata la campagna 5x1000 per sostenere l'attività della Fondazione

Tempo di lettura: 4 minuti

Pubblicato sulla prestigiosa rivista “International Journal of Obesity”, appartenente al gruppo editoriale “Nature”, un importante studio sull’obesità condotto dalla Fondazione Mediterranea “G.B Morgagni” di Catania. Al centro della ricerca coordinata dalla dottoressa Tonia Luca e dall’endocrinologo Vincenzo De Geronimo, l’ormone grelina, che stimola il senso di fame.

La grelina è presente nel fondo dello stomaco umano e nelle cellule del pancreas. “La ricerca ha provato che il numero e la densità delle cellule che secernono l’ormone grelina nel fondo gastrico (parte dello stomaco) non aumentano nei pazienti obesi” afferma il responsabile scientifico della Fondazione, professore Sergio Castorina (nella foto).

“Il nostro dato – prosegue Castorina – è avvalorato dal fatto che nello studio è stato coinvolto un elevato numero di pazienti con obesità grave (49 pazienti), superiore a quelli coinvolti in altri studi dello stesso tipo. Inoltre, abbiamo dimostrato una iperplasia delle fibre muscolari lisce (cioè involontarie), mai descritta nello stomaco dei pazienti obesi. Infine, con il nostro studio certifichiamo che le cellule che secernono grelina, pur non aumentando in numero, risultano iperattive, cioè secernono più ormone attivo”.

Fondamentale per il buon esito della ricerca è stata anche la collaborazione del team dell’Università Politecnica delle Marche, diretto dal professore Saverio Cinti, insieme ai colleghi dell’Università di Catania con il professore Daniele Condorelli. Oggi si va avanti, approfondendo lo studio sul tessuto adiposo, considerato come un vero e proprio organo in grado di fornire nozioni fondamentali.

“Con le nostre analisi – afferma la dottoressa Tonia Luca – continuano. Vogliamo osservare le diverse modificazioni del tessuto adiposo nei pazienti obesi ed in quelli sani. L’obiettivo specifico è fare emergere i meccanismi infiammatori che spesso si manifestano nei pazienti obesi e che incidono sul tasso di mortalità. Il paziente obeso, infatti, quasi sempre va incontro a malattie cardiovascolari, sviluppa diabete e molto spesso carcinoma gastroesofageo”.

I DATI

A riprova del valore strategico per la società civile dell’operato quotidiano del polo di eccellenza catanese, ci sono i dati. Un Italiano su 10 è obeso. Lo rivela, nel marzo 2021, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, aggiungendo che, negli ultimi trent’anni, l’incidenza del sovrappeso ha visto un aumento del 30%, mentre l’obesità, con i suoi tre gradi, è schizzata al 60%. Un campanello d’allarme che lampeggia rosso più che mai al giorno d’oggi sul sistema sanitario nazionale, con un costo che oscilla tra il 4 ed il 10 %, se si pensa che la condizione di obesità accresce anche le possibilità che le malattie infettive portino a gravi conseguenze. La Word Obesity Federation, infatti, individua nell’obesità una delle cause più frequenti di comorbilità nei deceduti per coronavirus, che spesso si accompagna a ipertensione, diabete, carcinoma gastrico e ad un sistema immunitario meno efficiente.

“Siamo soddisfatti dei traguardi ottenuti – dichiara il Responsabile scientifico della Fondazione, il Professore Sergio Castorina – Con grande dedizione abbiamo mantenuto alta l’efficienza dei servizi sanitari offerti in questo grave periodo legato al Coronavirus, riservando grande importanza alla ricerca clinica e biomolecolare per trovare soluzioni terapeutiche a patologie oncologiche, cardiologiche e metaboliche. Proprio la pubblicazione dei risultati dello studio sulla grelina, dà prova dell’importanza della ricerca di base di cui ci occupiamo quotidianamente, su cui poi si struttura la ricerca applicata a livello mondiale.”

FORMAZIONE E RICERCA

A ciò va aggiunta la fondamentale importanza della formazione di cui ci si occupa nel centro. L’obiettivo è quello di trasferire più adeguatamente ed efficacemente i progressi delle conoscenze, alla pratica medica quotidiana e valutare l’efficacia di nuovi approcci terapeutici. La Fondazione Morgagni, infatti, si occupa anche di formazione continua in medicina tramite l’organizzazione di corsi ECM e giornate formative destinate a medici, infermieri e operatori sanitari. Un segno di ripartenza è la nuova partnership con l’OPI, Ordine delle professioni infermieristiche di Catania, che permetterà di riprendere i corsi, post Covid, in presenza e da remoto.

Per sostenere questa prestigiosa realtà scientifica catanese, riconosciuta a livello internazionale, è stata lanciata la campagna 5×1000. Sarà possibile scegliere di donare, apponendo il codice fiscale 03617060870 sull’area dedicata al sostegno delle associazioni non lucrative di utilità sociale. “La ricerca e la formazione – aggiunge il Presidente della Fondazione, il Professore Salvatore Castorina – sono il motore del progresso e dello sviluppo del singolo e della società in generale. Si fa ricerca per acquisire nuove conoscenze che possano trovare applicazioni concrete nella vita di tutti i giorni ed essere utili al benessere economico ed al miglioramento della qualità della vita. Con i soli finanziamenti aziendali, la Fondazione Morgagni non è in grado si sostenere tutte le spese da investire. Chiediamo, se reputate valido il nostro lavoro, di sostenerci per guardare insieme al futuro e partecipare concretamente alla sua costruzione”.

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