Psicologia delle cure primarie, “Attiva Sicilia”: «Sia istituito il servizio nelle aziende ospedaliere»

8 Febbraio 2021

Disegno di legge presentato all’Ars a firma di Sergio Tancredi, Angela Foti, Matteo Mangiacavallo, Elena Pagana e Valentina Palmeri.

 

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Istituire un servizio di psicologia di cure primarie presso le aziende sanitarie ospedaliere per consentire una valutazione complessiva del paziente e per far fronte in maniera più efficace alle sue esigenze sanitarie, favorendo l’integrazione di competenze tra medicina e psicologia.

Una prassi che avrebbe anche ripercussioni positive in termini di risparmi sulla spesa sanitaria perché da una lettura globale del disagio del paziente si eviterebbe la frammentazione delle ricerche diagnostiche.

A questo punta il disegno di legge presentato all’Ars da Attiva Sicilia a firma di Sergio Tancredi (nella foto), Angela Foti, Matteo Mangiacavallo, Elena Pagana e Valentina Palmeri.

«Nel contesto europeo- spiega Tancredi- si registrano numerose iniziative che vanno nella direzione dell’inserimento della figura dello psicologo nel sistema della medicina generale. Fra l’altro, l’attuale momento storico, in cui la pandemia da Covid 19 ha interessato e stravolto la quotidianità di ognuno, ha, certamente, amplificato il numero di psicopatologie riscontrabili. Infatti, ad una possibile latente condizione di sofferenza psicologica legata alle mutate condizioni di vita e di lavoro di un nuovo contesto socio-economico, si aggiungono, oggi, le conseguenze psico-sociali determinate da un prolungato stato di isolamento, determinando, così, un incremento della domanda di salute mentale per l’insorgere di ulteriori fenomeni di disagio psicologico individuale e sociale come depressione, moltiplicazione dei casi di suicidio, incremento della violenza domestica e dei casi di femminicidio, gioco d’azzardo patologico, bullismo, abuso di alcool e sostanze stupefacenti».

«Per questo- conclude Tancredi- è necessario il coinvolgimento di professionisti delle Scienze Psicologiche che lavorino sul territorio, in collaborazione con la rete dei medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta».

Il ddl, composto da nove articoli, disciplina l’istituzione del servizio e la struttura che si verrebbe a creare all’interno dei presidi ospedalieri e di assistenza sanitaria, oltre alle modalità di formazione per l’acquisizione delle competenze specifiche.

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