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Protesi per sostituire valvole cardiache: ricercatore palermitano della Ri.Med in finale ai prestigiosi “ISSNAF Awards”

9 novembre 2017

Importante traguardo professionale di Antonio D'Amore, ammesso a Washington tra i migliori nell'ambito del "Franco Strazzabosco Award" per l'ingegneria.

 

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Esserci è già una vittoria: i finalisti invitati ieri a Washington D.C. per la cerimonia di premiazione degli ISSNAF Awards sono stati infatti identificati come i 16 migliori ricercatori italiani under 40 negli USA e in Canada.

Ad organizzare l’evento è la Fondazione ISSNAF, ente no-profit nato per promuovere l’interazione scientifica fra l’Italia e i ricercatori italiani attivi oltreoceano e che oggi riunisce oltre quattromila ricercatori e docenti italiani in Nord America.

I finalisti hanno presentato i loro progetti di ricerca in cinque campi: leucemie; scienze ambientali, astrofisica e chimica; medicina, bioscienze e scienze cognitive; ingegneria; matematica e fisica.

Antonio D’Amore (nella foto, ricercatore palermitano della Fondazione Ri.Med, si è aggiudicato la finale a 3 nell’ambito del Franco Strazzabosco Award per l’ingegneria grazie alla sua innovativa tecnologia di protesi valvolare per la sostituzione di valvole cardiache, ma non solo: la valutazione è stata effettuata a 360° su CV, pubblicazioni scientifiche, proprietà intellettuale e brevetti generati, titoli e carriera accademica.

L’attività di ricerca di D’Amore si concentra sullo sviluppo di nuovi paradigmi di ingegneria di tessuto e di biomateriali per la rigenerazione del tessuto cardiovascolare.

«L’obiettivo- spiega D’Amore- è sviluppare una tecnologia di protesi per sostituzione di valvole cardiache che annulli la dipendenza dalle attuali terapie anticoagulanti richieste dalle valvole meccaniche e che garantisca maggiore durabilità di una bioprotesi. Stiamo testando l’impiego di strutture temporanee di supporto combinate con cellule del paziente; poi il supporto si degrada e viene rimpiazzato dal tessuto prodotto dal paziente stesso. Questo tipo di valvola permetterebbe ai bambini con patologie cardiache di non dover più sostenere impianti multipli per adeguare la protesi alla propria naturale crescita, poiché la valvola crescerebbe con loro».

La sua innovativa protesi valvolare gli ha già fruttato alcuni brevetti in collaborazione con l’Università di Pittsburgh, finanziamenti da imprese del calibro di Livanova e Carnegie Mellon University, nonchè l’imminente avvio di start-up con l’Innovation Institute di Pittsburgh e UPMC.

Soddisfatto Alessandro Padova, direttore generale della Fondazione Ri.MED: «La selezione dei migliori ricercatori, la loro formazione e crescita professionale è una delle nostre mission. Siamo orgogliosi di poter contare su una risorsa di riconosciuta qualità come Antonio. Dal suo percorso si intuisce il vantaggio competitivo di cui beneficia Ri.MED: da un lato il partner americano per la formazione ad altissimo livello, dall’altra il partner ospedaliero Ismett Irccs, per favorire la rapida traslazione dei risultati della ricerca in applicazioni cliniche».

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