Protesi cardiaca, all’ospedale di Ragusa effettuata una tecnica d’impianto innovativa

19 Aprile 2016

L'intervento presso il Reparto di Cardiologia diretto da Antonino Nicosia: utilizzata una sonda per ecocardiografia «intracardiaca» con anestesia locale e non totale.

 

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RAGUSA. La fibrillazione atriale è l’aritmia più comune nei pazienti con età maggiore di 65 anni ed è fra le cause principali di ictus ischemico dopo i 50 anni.

L’assunzione di farmaci anticoagulanti orali previene i trombi ma espone a rischio di emorragie. Una cura efficace è impiantare un dispositivo di occlusione dell’atrio: a forma di ombrellino, impedisce la formazione di trombi. Ad oggi, l’impianto viene fatto in tutti i centri con la guida dell’ecografia trans-esofagea e il supporto dell’anestesia generale.

Presso la Cardiologia di Ragusa, grazie all’introduzione di una nuova sonda per ecocardiografia “intracardiaca” è stato possibile impiantare un “ombrellino” in atrio sx ad un paziente che non poteva essere sottoposto ad anestesia generale, completando l’intervento in circa 1 ora in anestesia locale.

«Nessun altro centro in Italia, al di fuori del “Monzino” di Milano, ha eseguito un impianto di protesi in atrio per via ecografica intracardiaca», sottolinea Antonino Nicosia (nella foto), direttore della Struttura Complessa di Cardiologia di Ragusa, aggiungendo: «La qualità delle immagini ottenute da queste sonde miniaturizzate che fanno l’ecografia dentro le cavità cardiache direttamente è impressionante. Si tratta di un successo della nostra squadra: il Dr. Campisi e il team di Emodinamica, e l’amministrazione della Asp di Ragusa che ci ha messo nelle condizioni di farlo».

«Sono fiero di un risultato così qualificante per la Cardiologia di Ragusa e per l’intera azienda», afferma il direttore generale Maurizio Aricò.

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