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Dal palazzo

Legge di BIlancio

Pronto soccorso, via libera ad indennità accessorie per 90 milioni di euro

Saranno destinate dal 2022 a medici, infermieri e altri operatori sanitari. Inoltre è prevista la proroga delle Usca.

Tempo di lettura: 2 minuti

Novanta milioni di euro di indennità accessoria per medici, infermieri e altri operatori sanitari che lavorano nei pronto soccorso italiani: è la misura prevista dalle Legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri e attesa dal voto in Parlamento. In particolare, è definita, nei limiti degli importi annui lordi di 27 milioni di euro per la dirigenza medica e di 63 milioni per il personale del comparto, purchè con l’effettiva presenza in servizio con decorrenza dal 1 gennaio 2022.

Inoltre è prevista la proroga fino al 30 giugno 2022 delle  USCA (Unità speciali di continuità assistenziale) istituite nel marzo 2020 per assistere a domicilio i malati di COVID-19, ospedalizzando, precocemente ed esclusivamente, i casi gravi.

«Medici, infermieri e professionisti sanitari dei Pronto Soccorso affrontano quotidianamente l’emergenza e lavorano sovente in condizioni di stress- afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza– Per questo ho proposto che dal prossimo anno venga aggiunta alle loro retribuzioni un’indennità accessoria. Servirà a rendere più forte la prima linea del nostro Servizio Sanitario Nazionale a cui dobbiamo tutti dire grazie».

IL COMMENTO DI ANAAO ASSOMED

«Esprimiamo apprezzamento per l’istituzione dell’indennità specifica per il Pronto soccorso, prevista nella legge di Bilancio e richiesta dall’Associazione. Essa però rappresenta solo un piccolo passo, insufficiente a risolvere la crisi che investe un settore architrave dell’intero Ssn, sia per la sua irrisorietà, quasi un’inezia in termini economici, sia perchè da sola non incide su condizioni di lavoro al limite della sopportabilità, quotidianamente testimoniate dalle fughe fin dalla formazione specialistica e dalla crisi vocazionale».

Lo affermano da Anaao Assomed, aggiungendo: «C’è da scommettere che un finanziamento di questa entità, per di più isolato, non fermerà l’emorragia dei colleghi dai reparti di emergenza, attratti sempre più spesso dalle sirene del privato e delle cooperative. Gli eroi della pandemia, tutti, nessuno escluso, meritano di più e si aspettano dal governo qualcosa di più di una foto ricordo con i grandi della terra».

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