Dal palazzo

Ospedale Cervello

Pronto soccorso sovraffollati e aggressioni, infermiera palermitana: «Da eroi a a bersaglio»

Roberta Di Paola, assunta in epoca covid ha pubblicato su Facebook un lungo sfogo.

Tempo di lettura: 2 minuti

Sovraffollamento alle stelle al pronto soccorso dell’ospedale Cervello, sia adulti sia pediatrico. Così esplode la rabbia degli infermieri dopo il caso di violenza che ha interessato un medico aggredito nei giorni scorsi. Secondo il sindacato Nursind si viaggia sempre su indici di sovraffollamento del 200 per cento, cioè si lavora quotidianamente con il doppio dei pazienti che si dovrebbero trattare.

Adesso una giovane infermiera, Roberta Di Paola, assunta in epoca covid ha pubblicato su Facebook un lungo sfogo: “Gli stessi infermieri che chiamavate eroi continuano a lavorare in quello stesso ospedale, gli stessi per i quali facevate striscioni e ringraziavate. Oggi che il Covid è finito,sono stati improvvisamente decimati di numero e sono tornati i bersagli contro cui urlare se il parente non viene visitato immediatamente, esseri da poter mancare di rispetto solo perché “io sto male e aspetto da 3 ore”, solo perché la preoccupazione, assolutamente comprensibile, verso il proprio familiare, spesso sfocia in violenza verbale , deve essere giustificata a tal punto da andare oltre il rispetto verso un essere umano che è lì a fare il proprio lavoro”.

“E così sono tornate le minacce, le aggressioni, gli articoli di giornale riguardo infermieri con il volto tumefatto, i servizi delle Iene riguardo gli ospedali stracolmi, e così tutto è tornato esattamente com’era, e quel gioioso pensiero all’inizio della mia carriera si è trasformato in dispiacere nei confronti di tutta quella gente che non sa avere rispetto per chi fa il proprio lavoro, e dispiacere profondo per coloro i quali non ci forniscono i mezzi e il personale adeguato per fronteggiare una delle cose più importanti della vita di ognuno di noi”.

L’infermiera conclude: “Sognerò sempre un pronto soccorso ricco di rispetto e solidarietà tra esseri umani, ma al momento ho messo questo sogno in stand by. Che possa questo rimanere tale, e cioè uno sfogo di una comune infermiera di pronto soccorso stanca per come funzionano le cose nel proprio lavoro ma che contribuirà sempre nel suo piccolo continuando a farlo nel migliore dei modi”.

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