ASP e Ospedali

L'appello

Pronto soccorso di Barcellona, Ugl Salute: «Per riaprirlo urge nuovo personale»

Il sindacato ribadisce: «Già nello scorso maggio e luglio avevamo evidenziato che la ristrutturazione rischiava di essere vanificata».

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«Si apprende dell’incontro svoltosi presso il Presidio Ospedaliero di Barcellona per la riattivazione del Pronto soccorso tra il neo commissario straordinario dell’ASP di Messina e il personale medico in servizio. Da quanto riportato nonostante gli sforzi per trovare una soluzione, i tempi per la riapertura del pronto soccorso saranno lunghi, pertanto appare evidente la grave carenza di personale».

Lo affermano dall’Ugl Salute Messina, aggiungendo: «Una situazione che preoccupa ma purtroppo non sorprende. Infatti già nello scorso maggio e luglio avevamo evidenziato che la ristrutturazione del pronto soccorso del Cutroni Zodda rischiava di essere vanificata dalla mancanza di personale medico. Avevamo chiesto un gioco di squadra tra le Aziende Sanitarie e l’Assessorato Regionale della Salute per superare questa gravissima criticità. Però dalle informazioni riportate dai giornali pare che ben poco sia stato fatto e le selezioni di personale attive abbiano un numero di candidati insufficiente a coprire i buchi in organico».

Dal sindacato aggiungono: «I problemi di oggi hanno origine molti anni fa, solo accentuati dal periodo del COVID, e sono figli di un’errata programmazione. Ma cosa fare oggi? UGL Salute non ritiene l’assunzione di medici stranieri la panacea di tutti i mali, ma solo una toppa. Però bisogna prendere atto che lo scorso febbraio veniva annunciata dalla Presidenza della Regione la selezione di 16 medici stranieri e la valutazione di ulteriori 15. Quanti di questi destinati all’ASP di Messina? Quanti di questi possono dare un contributo per sanare, anche solo temporaneamente, il buco di personale nell’attesa dell’assunzione di nuove figure mediche e più in generale sanitarie?».

Infine, Ugl Salute Messina conclude: «Perché non riproporre quanto fatto in Lombardia e Veneto che hanno approvato interventi mirati a ridurre l’uso dei medici gettonisti? In particolare nel Veneto ci si è attivati a favorire incarichi di lavoro autonomo attraverso convenzioni con una politica finalizzata a calmierare i costi determinando la misura massima delle tariffe orarie di riferimento. Invitiamo i nuovi Commissari Straordinari a sedersi intorno ad un tavolo per confrontarsi sul difficile futuro della sanità messinese».

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