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Professioni infermieristiche, l’appello alla Regione: «Urge adeguare le dotazioni organiche»

12 Aprile 2019

Lo afferma il Coordinamento degli Ordini delle Professioni infermieristiche della Sicilia dopo un vertice in assessorato alla Salute.

 

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PALERMO. Presso la sede dell’Assessorato della Salute, i rappresentanti della professione infermieristica hanno incontrato e dibattuto al fine di definire le istanze da tempo perorate per garantire qualità e sicurezza delle cure.

Lo fa sapere il Coordinamento degli Ordini delle Professioni infermieristiche della Sicilia (nella foto di archivio), sottolineando che «la priorità assoluta riguarda l’adeguamento delle dotazioni organiche al reale bisogno assistenziale che scaturisce dal mutato contesto epidemiologico e dall’accresciuta complessità dell’assistenza stessa».

In un comunicato, l’Opi Sicilia sottolinea: «È indispensabile che i vertici istituzionali emanino le nuove line guida e i relativi coefficienti per l’attribuzione delle dotazioni organiche tenendo conto delle criticità rappresentate dal coordinamento a tutela della salute dei cittadini. La nostra mission istituzionale ci impone di vigilare affinché gli atti aziendali e le nuove dotazioni organiche delle Aziende Sanitarie siciliane garantiscano i LEA attribuendo un rapporto adeguato infermiere paziente in tutte le Unità Operative».

Ecco, quindi, che «si ritiene fondamentale abolire l’obsoleta definizione di bassa intensità assistenziale in quanto il personale infermieristico delle degenze così definite sopporta un immane carico di lavoro che impone, loro malgrado, di fare delle scelte di priorità assistenziale incrementando le cure mancate e favorendo l’escalation del rischio clinico».

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In merito agli organici delle strutture private accreditate «addirittura numericamente inferiori a quelli del pubblico», è stato chiesto di abrogare la legge 39/88 «in quanto obsoleta nella forma e nella sostanza».

Dall’Opi sottolineano: «L’incontro è stato propizio per presentare alcuni progetti che vedono protagonista l’infermiere nell’affrontare la problematica dell’assistenza nella cronicità. All’uopo è stata richiesta la realizzazione delle Unità Operative a gestione infermieristica, questo faciliterebbe l’assistenza sanitaria tra la fase di dimissione protetta, dopo il superamento delle cure ospedaliere, e le cure domiciliari a garanzia della continuità assistenziale».

Lo stesso dicasi per il contributo che darebbe l’infermiere di famiglia nella presa in carico dei pazienti con pluripatologie in collaborazione con il MMG: «Auspichiamo a breve l’implementazione di entrambi i progetti», afferma il Coordinamento degli Ordini delle Professioni infermieristiche, aggiungendo: «È stata riproposta la necessità di favorire e regolamentare l’accreditamento degli ambulatori Infermieristici di iniziativa privata».

L’Opi Sicilia ritiene «inammissibile non investire sul bene salute dei cittadini e la situazione contingente dell’innalzamento del tetto di spesa deve orientare verso la valorizzazione dell’infermiere cuore del cambiamento del sistema sanitario siciliano a sostegno della qualità e della sicurezza delle cure».

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