Professione medica e tutela della legalità, firmata un’intesa fra ordine dei medici e ordine degli avvocati

2 Maggio 2016

L'accordo per limitare gli abusi nelle cause di rivalsa è stato siglato nel corso del convegno «La professione medica a tutela della legalità» organizzato presso la sede dell'Ordine dei Medici, dall’OMCeO di Palermo con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati e il Lions Club Palermo Host.

di Roberto Chifari

Quale futuro per la professione medica? E quali sono le novità principali introdotte dalla legge Balduzzi? Due quesiti al centro del convegno «La professione medica a tutela della legalità» organizzato sabato scorso presso la sede dell’Ordine dei Medici, dall’OMCeO di Palermo con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati e il Lions Club Palermo Host.

Una giornata formativa per avvocati e medici con un approfondimento sulla Legge Balduzzi e sui risvolti della responsabilità professionale sulla professione medica.

Il convegno è stata anche l’occasione per ricordare il medico Paolo Giaccone, Professore di Medicina Legale del Policlinico che, nel 1983, venne ucciso per avere svolto il proprio dovere nel rispetto della legalità.

«Far coincidere la commemorazione dell’omicidio del Prof. Paolo Giaccone con il convegno, alla presenza del Ministro della Giustizia – spiega il Presidente dell’Ordine Salvatore Amato – è un’occasione per ribadire che, anche a costo della vita, ci sono degli esempi di medici che hanno preferito percorrere la legalità come valore assoluto, etico, morale e deontologico. Il professor Giaccone ne è un esempio, così come il prof. Sebastiano Bosio, a cui è dedicata l’aula dell’Ordine dei Medici di Palermo».

L’intesa tra le due professionalità servirà anche ad evitare abusi professionali ai danni di pazienti e clienti.

«L’attuale disegno di legge sulla responsabilità professionale – prosegue Amato – è di certo un passo avanti verso una normativa che riconosca il valore dell’atto medico come atto di responsabilità del professionista nel prendersi cura delle persone che a lui si rivolgono. Ci sono ancora, nelle linee guida di questo disegno di legge degli aspetti che devono essere trattati e di cui chiediamo una modifica, ad esempio in merito alle raccomandazioni, ed del valore che possono avere l’esperienza e i valori della persona. Alcune società assicuratrici mettono nei contratti delle clausole accessorie per cui gli eventuali danni non ricadono sulla compagnia ma sulla cattiva condotta dell’assicurato (in questo caso il medico)».

Queste sono le clausole di rivalsa. L’ordine dei medici dice attenzioni al comportamento di alcune compagnie assicuratrici perché limita il medico nella sua professione. «Oggi la legge non tutela i medici – continua Amato – dato che se il medico fa un esame in più del dovuto viene penalizzato per eccesso di zelo, se ne fa uno in meno viene citato in giudizio. Quindi mentre i medici si trovano tra incudine e martello alle compagnie assicuratrici basta un cavillo per non pagare.»

«Lavorare insieme con l’ordine degli avvocati è molto utile per limitare gli abusi che spesso nel mondo dei loro iscritti si osservano, per esempio quando si vedono stazionare legali o presunti legali fuori dagli ospedali, col solo intento di procacciarsi nuovi clienti promettendo rivalse milionarie contro gli ospedali o i singoli professionisti pur sapendo che non c’è nessun caso di malasanità.»

Proprio per contrastare questa pratica ieri medici e avvocati hanno firmato un’ intesa tra i due ordini.

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