Procreazione medicalmente assistita, nasce a Palermo il Polo della Sicilia occidentale

22 Marzo 2016

Al via il Centro interaziendale tra Villa Sofia-Cervello, Policlinico «Giaccone» ed Asp 6. Da aprile gli ambulatori, poi a luglio le prenotazioni ed a settembre partiranno i cicli. Tuttavia resta il problema di un budget regionale insufficiente a soddisfare tutte le istanze. L'assessore Gucciardi: «Aumenteremo i fondi disponibili».

 

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5PALERMO. È stato presentato il nuovo Polo della Sicilia occidentale per la procreazione medicalmente assistita che vedrà la luce a Palermo: la struttura, interamente pubblica e nata da un accordo tra Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello, Policlinico “Paolo Giaccone” e Asp (con l’Ingrassia), sta per iniziare ufficialmente le sue attività.

Si tratta di tre realtà che si uniscono per tentare di dare una risposta alle migliaia di coppie che, ogni anno in Sicilia, cercano assistenza medica per coronare il sogno più bello: diventare genitori. E che spesso non trovano risposte adeguate. Oppure sono costrette a sborsare cifre che si aggirano anche attorno ai 5.000 euro.

Il via libera al centro interaziendale era arrivato ufficialmente a giugno dello scorso anno con un decreto dell’assessorato alla Salute. Ma il nodo fondamentale da sciogliere era, e rimane, quello finanziario: per la procreazione medicalmente assistita erano stati stanziati per tutta la Sicilia 3,8 milioni, da spendere in due anni e da suddividere tra settore pubblico (70%) e privato (30%). In sostanza 1,9 milioni all’anno. Troppo pochi a fronte di un fabbisogno stimato di circa 14 milioni di euro annui. Uno stanziamento quindi capace di coprire poco più del 10% delle richieste.

Percentuale che in realtà va ulteriormente decurtata. Prendiamo l’esempio del nuovo Polo della sicilia occidentale: del milione e centomila euro che andranno alla nuova struttura, circa 500 mila dovranno essere utilizzati per mettere a punto il centro. In sostanza per coprire le spese per i cicli di fecondazione non rimarranno che 600 mila euro. Sempre nello stesso ambito territoriale, vanno aggiunti i 480 mila euro destinati ai centri privati (che sono già strutturati e che quindi possono destinare l’intero budget per i cicli). In totale 1 milione e 80 mila euro, capaci di soddisfare una richiesta di poco più di 250 cicli. Pochissimi, considerato che solo a Palermo se ne fanno in media 1.700.

LE TAPPE DEL NUOVO POLO PER LA SICILIA OCCIDENTALE

Si inizia il 4 aprile con l’apertura dei tre ambulatori (uno per presidio) che si occuperanno della selezione e della preparazione delle coppie e con l’attivazione di un numero verde a disposizione dei cittadini. La seconda data importante è il 4 luglio quando, attraverso un sistema unico di prenotazione, sarà possibile programmare le procedure di Pma. Il 5 settembre costituirà invece il punto di svolta perché inizieranno materialmente gli interventi. Che, secondo gli addetti ai lavori, a pieno regime, saranno circa 800 all’anno.

«È un momento di straordinaria soddisfazione– afferma l’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi– L’obiettivo raggiunto è che il Servizio sanitario pubblico lavora in rete, con generosità, e i risultati saranno eccellenti. Nulla sarà tolto a nessuno. Col nuovo centro si rafforza il percorso di procreazione medicalmente assistita in equilibrio tra pubblico e privato. Ci preoccuperemo di integrare i fondi disponibili».

È una scelta di campo: mettere insieme risorse dando servizi di alto livello», conferma Gervasio Venuti, direttore generale dell’Azienda Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello.

«Si conclude un percorso durato tre anni- dice il professore Antonio Perino- Abbiamo capito che, nella Sicilia occidentale, l’unico modo per tenere in piedi le strutture pubbliche era quello di consorziarci. Il centro darà una risposta più articolata. È un giorno felice per la sanità pubblica».

«L’idea del consorzio è vincente, altrimenti il percorso rischierebbe di frantumarsi», fa eco il direttore generale del Policlinico, Renato Li Donni.

ECCO COME FUNZIONERÀ

Dal punto di vista operativo, al Cervello verranno eseguiti gli interventi: le coppie poi continueranno il loro follow up negli ambulatori dove è stata effettuata la preparazione. «L’ambulatorio di fisiopatologia della riproduzione- dichiara Loredana Curcurù, direttore sanitario dell’Asp- fornisce un servizio che va incontro ad un bisogno reale della popolazione ed è il primo contatto con la rete che si è creata».

All’ospedale di via Trabucco spettano anche la parte genetica e la crioconservazione di tessuti (ad esempio quello ovarico) e gameti: la biobanca è in corso di completamento, così come continuano gli spostamenti delle attrezzature, alcune modifiche strutturali alla sala operatoria e del laboratorio.

L’équipe sarà multidisciplinare e vedrà coinvolti medici, biologi, ostetriche, andrologi, anestesisti, genetisti, psicologi, mediatori culturali. Un aspetto non certamente secondario riguarderà poi l’attività di ricerca, la formazione degli studenti universitari e i programmi di divulgazione.

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