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ASP e Ospedali

Il caso

Procreazione Medicalmente Assistita, esauriti i fondi nazionali destinati alla Sicilia

A riferirlo è la Commissione Sanità dell'Ars che oggi è stata in visita all'ospedale Cervello di Palermo. Le coppie dovranno così pagare 2.800 euro invece di 1.000.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. È nuovamente operativa la Procreazione Medicalmente Assistita all’ospedale “Cervello” di Palermo, così come sono nuovamente in piena attività la ginecologia e l’ostetricia. A riferirlo è la Commissione Sanità dell’Ars oggi in visita alla struttura palermitana per verificare la situazione generale: «Hanno ripreso ma sono finiti i fondi quindi si possono sottoporre a PMA solo le coppie che hanno l’intera somma cioè 2.800 euro, adesso abbiamo portato a casa questo problema e cercheremo di capire, insieme all’assessorato alla Salute, come reperire dei fondi, parliamo dell’ordine di qualche centinaio di migliaio di euro quindi dovrebbe essere un problema risolvibile» ha riferito la presidente della Sesta Commissione, Margherita La Rocca Ruvolo.

Quelli per la Pma sono dei fondi nazionali che poi vengono ripartiti per Regione, che a sua volta li ripartisce tra pubblico e privato. In Sicilia, l’intero processo di fecondazione assistita costa 2.800 euro che generalmente sono pagati in parte dalla paziente con un ticket di 1.000 euro, i restanti 1.800 euro sono coperti da questi fondi ad hoc. Una volta finiti però la Sicilia si trova a dover far pagare per intero la somma alle coppie che possono, le altre dovranno attendere. Tale situazione è valida per il “Cervello” di Palermo ma anche per il “Cannizzaro” di Catania.

«Poi abbiamo visitato anche il terzo piano in cui è stata creata la Pneumologia Covid tutta allestita e pronta per essere utilizzata, i lavori del 5 e 6 piano con il soggetto attuatore sono un pochino più indietro. Andando lì comunque abbiamo visto alcune criticità di cui ci occuperemo con la Commissione Sanità» ha riferito La Rocca Ruvolo.

L’Unità Operativa Complessa di “Ostetricia e Ginecologia” per l’assistenza ai pazienti non Covid, invece ha riaperto il 17 maggio scorso: «Aver riattivato 20 posti letto di “Ostetricia e Ginecologia” per l’assistenza di pazienti non Covid e aver riorganizzato i posti letto di “Ostetricia e Ginecologia” destinati ai pazienti Covid spostandoli presso il reparto “Indistinto ad indirizzo chirurgico- commenta Walter Messina, direttore generale di Villa Sofia- Cervello- mettendo, altresì, il Pronto Soccorso ostetrico nella condizione di tornare pienamente operativo, è stato un obiettivo che ha richiesto notevole impegno, ma ha segnato un tassello importante del percorso di riconversione di alcune attività verso l’assistenza non Covid, contratte nei mesi scorsi in grossa parte, per far fronte all’emergenza pandemica. Oggi, sebbene il Cervello rimanga ancora ospedale Covid, siamo felici di aver trovato soluzioni idonee per offrire all’utenza un’adeguata risposta di salute, su una disciplina che da sempre ci caratterizza quale punto di riferimento sul territorio anche per l’alta qualità dei nostri professionisti, che ringrazio».

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