Dal palazzo

Il traguardo

Procreazione medicalmente assistita, da settembre dovrà bastare un ticket

Lo ha annunciato Maria Rosaria Campitiello (ministero della Salute) durante il convegno "Processi e modelli in medicina della riproduzione" in corso a Palermo

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PALERMO. «Dal prossimo primo settembre anche in Sicilia, come nelle altre regioni italiane, le donne potranno accedere a percorsi di procreazione medicalmente assistita (Pma), presso i centri pubblici o quelli privati convenzionati autorizzati, pagando un ticket».

Lo ha annunciato Maria Rosaria Campitiello, nuovo Capo Dipartimento della prevenzione del Ministero della Salute, durante il convegno “Processi e modelli in medicina della riproduzione”, in corso di svolgimento a Palermo. Nominata solo da pochi giorni su proposta del ministero della Salute, Orazio Schillaci- ha garantito in videocollegamento il via della rivoluzione che si attende da anni e che ha registrato tante false partenze, a cominciare dall’ultima dello scorso primo gennaio.

«Tutte le regioni si dovranno adeguare rapidamente- osserva Campitiello- in caso contrario sarebbero richiamate da Roma e potrebbero anche incorrere in ricorsi e denunce da parte dei pazienti, a cui deve essere garantito lo stesso trattamento su tutto il territorio nazionale”.

Questa “rivoluzione” si attende da anni, ovvero dal marzo 2017 (all’epoca era Beatrice Lorenzin il ministro della Salute), quando fu pubblicato il Dpcm che inseriva tra i nuovi Lea, Livelli essenziali di assistenza, e nella specialistica ambulatoriale tutte le prestazioni necessarie per la procreazione medicalmente assistita, omologa ed eterologa. Memori degli annosi ritardi del progetto molti protagonisti del convegno hanno avanzato dubbi sulla concreta realizzazione delle indicazioni ministeriali.

«Il problema delle culle vuote è molto serio- sottolinea Giuseppe Valenti, direttore scientifico del Centro Genesy di Palermo– Case di cura e ospedali lo stanno riscontrando drammaticamente nei numeri. Salutiamo con soddisfazione l’annuncio arrivato dal Ministero della Salute, auspicando l’impegno in prima linea delle istituzioni regionali, a cominciare dalle coperture finanziarie che servono per un progetto del genere».

Ottimista anche Antonio Perino, responsabile del Centro Interaziendale di Pma con il concorso di Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello, Policlinico di Palermo e Asp Palermo. «La politica deve dare risposte concrete e farsi carico di quella che è un’emergenza sociale, tutt’altro che marginale. Il Ministero sta provando ad accelerare, è necessario che ogni Regione si faccia trovare pronta».

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