Procreazione assistita bocciata al Papardo, l’ira del dg Vullo: «C’è una lobby, pure in assessorato alla Salute…»

4 Settembre 2016

Polemica dopo lo stop da parte della Regione, causato da un ritardo di sei giorni nella presentazione della pratica. Ma il direttore generale non ci sta: «Sto indagando sulle responsabilità dei miei uffici, tuttavia ci sono interessi che vogliono impedire il normale svolgimento di questa attività con tariffe preordinate. La Regione ha decretato un costo di 3.700 euro, mentre ci sono cliniche private che fanno pagare anche 30.000 euro». Infine l'auspicio: «Spero nell'intervento di Gucciardi».

 

di

MESSINA. I termini scadevano il 29 luglio, la documentazione richiesta è stata inviata il 4 agosto. Risultato: il Papardo di Messina è stato bocciato dalla Regione in merito alla procreazione assistita. E Michele Vullo, il direttore generale della struttura ospedaliera, non le manda a dire agli uffici e ai funzionari di piazza Ziino e non si intimorisce nel pronunciare parole pesanti: lobby e quinte colonne.

«C’è stato un ritardo da parte dei miei uffici, sul quale io sto cercando di indagare, nell’inviare i dati richiesti dall’assessorato alla Salute- afferma Vullo- È successo, in realtà, che ci sono interessi che vogliono impedire il normale svolgimento di questa attività che sarebbe svolta con tariffe preordinate: la Regione ha già decretato che il percorso della procreazione medicalmente assistita avrà un costo di 3.700 euro, mentre oggi ci sono cliniche private che fanno pagare alle coppie che desiderano avere un figlio anche 30.000 euro».

Poi l’atto d’accusa: «Evidentemente c’è una lobby in Sicilia, come anche nel resto del paese, che non vuole che il pubblico faccia procreazione assistita; e questa lobby ha quinte colonne all’interno dell’assessorato».

Sono stati già spesi oltre 500 mila euro per adeguare i locali, realizzare gli impianti di congelamento, creare ambienti sterili, servendosi della consulenza di medici e tecnici che avevano fatto esperienza in Nord Europa.

«La situazione si può recuperare, si deve recuperare- afferma Vullo. Abbiamo lavorato tanto affinché la procreazione assistita diventasse realtà a Messina. Abbiamo messo assieme le migliori competenze delle università siciliane e dell’azienda Papardo e sarebbe folle rinunciare ad un’attività solo perché c’è stato un ritardo burocratico di qualche giorno. Ritengo quanto successo un segnale molto preoccupante che la dice lunga su come funzionano alcuni uffici regionali e su come la pensano alcuni funzionari regionali. Credo che ci sia un problema che vada affrontato sulla necessità di mettere al primo posto il raggiungimento dei risultati finali; poi, per carità, io cercherò di capire il motivo di questo ritardo e quali sono stati le nostre eventuali responsabilità. Ma questo non può impedire che un’attività così importante e così attesa non si realizzi».

Infine il manager del Papardo sottolinea: «La provincia di Messina ha avuto un finanziamento di 500 mila euro destinato alle coppie dal reddito medio-basso per poter accedere ai servizi della procreazione medicalmente assistita. Non si può rinunciare a questo servizio così importante per la collettività. Ma io sono ottimista, già l’assessore Baldo Gucciardi mi ha rassicurato e credo che, grazie al suo intervento, tutto si risolverà».

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Seguici su Facebook

Made with by DRTADV