Prevenzione dell’infertilità maschile, nelle scuole di Trapani iniziativa del Sant’Antonio Abate

27 Febbraio 2017

Negli istituti medi inferiori la campagna di “screening del varicocele".

 

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Confermata dall’Asp di Trapani anche per l’anno scolastico 2016-17, negli istituti medi inferiori di Trapani e provincia, la campagna di “screening del varicocele” volta alla prevenzione dell’infertilità maschile. Promossa e organizzata dal 2010 dall’equipe del reparto di Chirurgia pediatrica dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, si tratta dell’unico progetto del genere realizzato in Sicilia.

Il varicocele è un’anomalia vascolare del testicolo che si manifesta durante l’adolescenza. In assenza di interventi terapeutici, è in grado di determinare un danno progressivo della linea germinale e, quindi, della potenziale infertilità.

Vengono visitati annualmente dai 600 ai 1.100 alunni delle scuole medie, ed è stata riscontrata nel corso della campagna un’incidenza di positività dal 10 al 12 per cento. E sono anche state riscontrate dal 3 al 4 % di altre patologie del tratto urogenitale, sconosciute ai ragazzi stessi e ai genitori.

«Un adeguato percorso diagnostico in età evolutiva- osserva Antonino De Filippi (nella foto), dirigente medico di Chirurgia pediatrica e responsabile dello screening- può prevenire rilevanti conseguenze sulla capacità riproduttiva in età adulta. Mediante un accurato esame obiettivo dei genitali ricerchiamo la presenza del varicocele, diagnosi clinica che verrà poi confermata da una valutazione eco-doppler ”.

Sulla base degli accertamenti effettuati si contattano i genitori, per avviare sia dei controlli periodici programmati secondo i criteri proposti dall’Espu (European Society of pediatric-urology) e , dove necessario, un intervento.

«Si tratta di una utile iniziativa di prevenzione- dichiara il direttore generale dell’ASP Fabrizio De Nicola– Ringrazio della collaborazione i docenti e i dirigenti scolastici delle scuole medie che hanno aderito alla campagna. Per la cura del varicocele poi al Sant’Antonio da alcuni mesi viene praticata, da una equipe interdisciplinare di Emodinamica e di Urologia, una nuova tecnica laser mini-invasiva, che avviene in anestesia locale, e che ha soppiantato il tradizionale intervento chirurgico».

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