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Prevenzione delle infezioni, l’Irccs Bonino Pulejo di Messina dà il via alla campagna “Laviamo le mani”

4 Maggio 2018

Appuntamento sabato 5 maggio presso le sedi di condrada Casazza e P.O. Piemonte. L'obiettivo è sensibilizzare gli utenti affetti da patologie, gli addetti ai lavori e i semplici visitatori.

 

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MESSINA. Sabato 5 maggio presso le sedi dell’IRCCS Bonino Pulejo di c.da Casazza e P.O. Piemonte, si terrà la campagna di informazione e prevenzione “Laviamo le mani”, finalizzata a sensibilizzare utenti affetti da patologie, addetti ai lavori e semplici visitatori sull’importanza di lavarsi le mani per prevenire le infezioni in ambito sociale e sanitario.

Lo fa sapere il direttore sanitario Dino Alagna (nella foto), comunicando che l’iniziativa rientra nell’ambito dell’annuale campagna “Save lives: Clean Your Hands” promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

L’appuntamento, la cui prima edizione risale al 2010, è volto a ribadire il ruolo chiave dell’igiene delle mani riconosciuta come una delle pratiche centrali per proteggere il paziente dalla trasmissione di infezioni.

Dai dati emersi nell’ambito del convegno “L’antibioticoresistenza in Italia: problemi attuali e impegno per il futuro” e presentati dal Ministero della Salute, nel 2017 nel nostro Paese sono stati circa 2000 i casi di batteriemie, e hanno riguardato in particolare persone di età compresa tra i 65 e gli 80 anni, ricoverati in unità di terapia intensiva, ma anche in reparti medici e chirurgici.

Il lavaggio delle mani- come è stato evidenziato dallo stesso Ministero- è il principale strumento a nostra disposizione per prevenire le infezioni nelle strutture sanitarie. Tra le minacce più pericolose per la salute ci sono le infezioni antibiotico-resistenti e per contrastarle bisogna  mettere in campo tutte le risorse disponibili, economiche e non, in tutte le strutture ospedaliere.

Nei paesi industrializzati dai cinque ai dieci pazienti su cento acquisiscono infezioni legate all’assistenza sanitaria. Sono molte le strategie di prevenzione per ridurre questo problema e si stima che, applicandole, si potrebbe evitare almeno la metà dei casi. Ma la misura più efficace e più semplice è senz’altro quella del lavaggio delle mani.

«La questione può apparire banale, ma non lo è affatto- sottolinea Alagna- Per comprendere il problema basti pensare che su ogni centimetro quadrato di cute integra del malato possono essere presenti da 100 a un milione di germi e che ogni giorno la cute normale elimina un milione di cellule di desquamazione ricche di germi. Toccando il malato, ad esempio per valutare polso, pressione e temperatura, quindi, l’operatore si contamina con una quantità di microrganismi che variano da cento a mille e che sopravvivono sulle mani da due minuti a un’ora».

Si stima che nel 15% dei casi, sulle mani di infermieri che assistono pazienti in isolamento sono presenti ben 10 mila stafilococchi. E chiaramente se le mani non sono deterse nel modo adeguato, la contaminazione dovuta al contatto con il paziente o con l’ambiente si possono trasmettere fino a determinare vere e proprie epidemie.

Obiettivi della campagna, che coinvolge pazienti, visitatori e caregiver, sono: il coinvolgimento / formazione del personale e del paziente, iniziative di feedback, cambiamento culturale, cambiamenti organizzativi, marketing sociale, con distribuzione di brochure, reminders e gadget.

 

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